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Ha suscitato differenti tipologie di reazione il nostro pezzo di ieri che qualcuno, come GianMarco e Andrea, ha voluto commentare educatamente dal loro opposto punto di vista e di questo li ringraziamo.
Altri, hanno invece preferito ricorrere alla storia trita e ritrita secondo la quale un accredito farebbe cambiare opinione alle persone. Rispondiamo che quello è generalmente garantito a prescindere dal pensiero che si esprime visto che non è stato mai negato, nonostante occupiamo da tempo lo scomodo primo posto nella black list di Vavassori, per cui il riferimento è del tutto fuori luogo, oltre che del tutto inutile alla discussione.

Detto questo, non abbiamo ben capito quale sia la proposta alternativa. Se esiste, ben felici di analizzarla. Per ora abbiamo sentito solo quello che non va bene, ma non quello che sarebbe utile fare per uscire da questa situazione.

Comunque, giusto per chiarire, nessuno ha cambiato idea a riguardo della necessità di avere una nuova proprietà a Busto, non sono cambiate le idee, ma è cambiata la situazione, o perlomeno così a noi sembra.

Fino a ieri si temeva la non iscrizione e la possibilità di ripartire dall’eccellenza. Ipotesi che non dispiaceva a nessuno, noi compresi, se questo avesse portato ad una ripartenza con una nuova dirigenza locale.

Un’ipotesi che era addirittura garantita dal fatto che qualcuno e non certamente noi, avesse fatto presente che non sarebbe stata concessa la convenzione per l'utilizzo dello stadio a Vavassori nel caso fosse rimasto a Busto, spalancando le porte per una iscrizione in Eccellenza.

Poi, spunta la cordata Testa e le frequenti dichiarazioni che davano “per fatta” la trattativa dopo incontri ricchi di feeling e di comprensione reciproca.

Poi, spunta un riunione dove viene data per presente la stessa Testa, mentre la stessa si dichiarava in altri affari affaccendata.

Poi, spunta che rimane Vavassori, ma nonostante questo la convenzione veniva confermata in quanto ritenuto atto dovuto. Avevamo capito male evidentemente. Pazienza.

Poi, si dice che Testa è “d’accordo su tutto” con il patron, ma serve qualche mese per regolarizzare la posizione e questo è un fatto nuovo che fa pensare positivo a riguardo del finale della telenovela.

Da questo punto in poi la situazione si cristallizza, la Testa e Vavassori sembrano d’accordo nel piano condiviso e a nostro avviso si genera una situazione che a breve potrebbe portare alla normalità e all'obiettivo iniziale, ossia il cambio di presidenza.
E qui, sinceramente non vediamo dove stia il problema. Obiettivo raggiunto, categoria mantenuta, futuro certo.

Onde per cui, se questa e ripetiamo se questa è la realtà e si presume che  sia così visto che la stessa imprenditrice bustocca non ha mai dichiarato il contrario, non vediamo cosa ci sia di così negativo nell’accompagnarla per il tempo che serve alla vetta della società bustocca. Ovviamente meglio se si fosse verificato subito il passaggio, ma piuttosto che niente, meglio piuttosto, soprattutto se con fondate speranze che diventi tutto a breve.

Vuol dire accettare il Vavasssori quater? No, e ripetiamo no, vuole dire che se i due stanno lavorando in tale direzione sapranno cosa stanno facendo. Diversamente dicano: la trattativa è saltata e la Pro Patria rimane a Vavassori fino a fine campionato. ma lo dicano però.

Ne prenderemo atto e da quel momento non sarà più normale normalità. Oggi leggiamo che Ragazzoni dichiara questo dicendo che poi lo dichiarerà anche Patrizia Testa.

E qui ci chiediamo se un gruppo, o cordata come la si voglia chiamare, possa annunciare il proprio disimpegno singolarmente e non in maniera congiunta.  A noi sembra che ci sia dell'altro. Ci appare feeling tra la proprietà e Patrizia Testa e frizioni con gli altri soci o con parte di essi. Sbagliamo? Può darsi, ma leggiamo solo i segnali.

Domanda: non è che all’interno del gruppo non esiste tutta questa unione e che siano in atto manovre per assettarne la composizione? E’ forse per questo che necessita tempo? Se così fosse ben venga. Diversamente, il gruppo e non i singoli, in modo forte e chiaro dicano come stanno le cose per farci capire quello che oggi solo intuiamo.
Allora, come prima e come sempre,  faremmo presente il nostro totale disappunto, o forse siamo i soli a non aver capito che il disimpegno c'è già stato e stiamo fantasticando? Nel caso fatelo sapere, saremmo i primi a dispiacercene e a chiedervi scusa per le bestialità scritte.
 

Flavio Vergani

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