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 Quando ancora il patron ci parlava e telefonava ci ha sempre detto una cosa, anzi due: la Pro Patria non retrocederà e che il prezzo non sarà mai un problema nella cessione societaria.

Sulla prima rassicurazione si è sbagliato, sulla seconda sembra invece mantenere la posizione. Nell’incontro di ieri svoltosi a Legnano, Vavassori non ne ha fatto una questione di prezzo, ma solo di persone. I famosi 300 mila euro richiesti potrebbero scendere a un sesto, ma a patto che gli acquirenti siano persone in grado di tranquillizzare il patron sotto il punto di vista della solidità finanziaria ed etica.

Questo per dare garanzie al patron che, ricordiamo, risponderebbe di eventuali vacanze finanziarie dei nuovi fino a tre anni dopo la cessione del club.

 Onde per cui, facendo la solta sintesi per far contento “Il Bacchi “ che diversamente reclama di non riuscire ad arrivare fino in fondo all’articolo, diremmo che il patron abbia così ragionato : la vostra cara Pro Patria che a me ha rotto gli zebedei ve la regalo o quasi, ma poi non voglio menate negli anni successivi, onde per cui voglio vedere facce e conti correnti dei nuovi, perché qualcuno lo conosco e per lui metterei la mano sul fuoco, ma non è detto che tutti quelli il cui cognome inizia per Z siano sinonimo di affidabilità.

Onde per cui, nei prossimi giorni occorrerà consegnare i nomi dei candidati al patron per andare al ballottaggio finale scremando gli eventuali indesiderati.

Insomma, si può ancora sperare.

 

Flavio Vergani

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