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Riassumendo: la Pro Patria farà ricorso per vedere riconosciuta la responsabilità della Torres nel calcioscommesse nel tentativo di ottenere la riammissione in Lega Pro, categoria persa dai tigrotti a causa dello a stesso motivo, ossia il calcioscomesse. Una realtà che è quasi un paradosso causato dai sofismi del “legalese” che distinguono la stessa responsabilità in due diverse tipologie: diretta e oggettiva. Ma, all’ingrosso si parlando della stessa cosa: partite irregolari. Praticamente, qualcuno ha agito scorrettamente tramite persone facenti capo alla società di riferimento, ossia in organico e quindi meritano la retrocessione diretta, altri, come la Pro Patria, seppur macchiatasi della stessa colpa, lo ha fatto tramite persone non legate alla società da nessun tipo di rapporto certificato, per cui la pena richiesta sarà più lieve. Ma non solo, la Pro Patria chiede di prendere il posto di squadre con la stessa colpa, seppur ritenuta più grave dalla giustizia in quanto commessa da riferimenti societari. Che poi la Pro Patria per le partite perse per causa di alcuni suoi giocatori sia retrocessa in serie D sembra non interessare nessuno, l’importante è che tutto sia avvenuto senza riferimenti diretti alla società operante. In sintesi: felici di essere retrocessi per colpa di altri. In poche parole, Vavassori è assolutamente innocente e non coinvolto in quanto accaduto come stabilito dagli organi federali, che poi il tutto sia avvenuto per chi, quasi fosse un hacker, è riuscito a penetrare nei meandri della Pro Patria per diversi mesi senza che l’antivirus segnalasse un alert per disattivare il “Trojan horse”, costituisce se non un merito, senza dubbio un’attenuante. Se è vero che a Busto l’acqua va all’insù, come spesso rilevato da quelli che la sanno sempre lunga, stavolta la sorgente diventa un soffione boracifero. Negare, seppur con stile e self control inglese, che questa situazione sia perlomeno discutibile sotto il punto di vista dell’etica sportiva ci sembra davvero un tentativo di dribblare l’evidenza. Sono stati arrestati alcuni giocatori della Pro Patria, non del Borgorosso football club, questo dovrebbe bastare almeno per accettare visioni etiche differenti dalla propria che portano a provare un certo disagio per quanto sta accadendo. 
Che poi, per opportunità, si tenti di scalare la categoria persa a causa di chi le partite le vendeva, invece di giocarle, possiamo anche essere d’accordo riferendoci al vecchio adagio secondo il quale il fine giustifica i mezzi, ma almeno si abbia il buon gusto di evitare prediche a chi la pensa diversamente. I punti di penalizzazione li prenderà la Pro Patria, non altri. Chi è la Pro Patria? Ulizio?

La Pro Patria è stata coinvolta nel calcioscommesse tanto e quanto tutte le altre squadre, se poi si è avuta la “fortuna” di esserlo stato per colpa di ospiti e non di residenti in società, ben venga il distinguo. Ma certamente non crediamo ci siano le condizioni per stimarsi dell’accaduto solo per il fatto di essere esenti da ogni colpa. Forse, una maggior capacità di ascolto nei riguardi di chi aveva fiutato il pericolo, avrebbe evitato di arrivare fin qui.

Punto due: se si tenta con tutte le forze di recuperare la categoria persa significa che alle porte esiste una soluzione societaria che possa garantire la Lega Pro. Diversamente si farebbe dell’autolesionismo, visto che Vavassori non ha la minima intenzione di mettere sul tavolo un budget sufficiente per la categoria, soprattutto con punti di penalizzazione che presto arriveranno. Questa novità diventa quindi una certezza visto che non si spiegherebbe diversamente la scelta del ricorso legale. Se invece, come appare più probabile, la Pro Patria dovesse militare in serie D, l’ipotesi Patrizia Testa con altri soci che sembra si stiano coalizzando nell’ennesima cordata, potrebbero acquisire la società e aprire un nuovo capitolo societario. Anche in questo caso, la Pro Patria dovrà affrontare un campionato già difficile di per sé con il peso della penalizzazione per il calcioscommesse e non sarà per niente facile portare a casa una dignitosa salvezza.  Diretta, oggettiva o soggettiva, la realtà per noi non cambia e per l’ennesima volta si riparte da sottozero. Qualche anno fa per colpa dei Tesoro ( meno tredici), poi per colpa dei ritardi dei versamenti della fidejussione ( meno uno), quest’ anno per colpa oggettiva nel calcioscommesse (meno...?). Un esempio perfetto di trasformazione della anomalia in normalità. Un po' come l'acqua che a Busto andrebbe all'insù, certo è che non si fa molto per farla cadere per gravità. La vera gravità è quello che sta accadendo da troppo tempo alla Pro Patria ed è forse ora di concentrarsi per dare normalità ai biancoblù. Da quel momento siamo certi che anche la fisica saprà allinearsi alla normalità e l'acqua tornerà a scorrere dal ghiacciaio verso il mare. Come sempre fatto ovunque, Busto compresa.
Flavio Vergani

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