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Prima un sms ricevuto denso di amarezza, poi bellissime parole messe in rete per salutare chi le ha voluto bene. Gliele rubiamo certi che capirà. La comunicazione di fronte a certe tentazioni non conosce regole.
E' stata la nota positiva dello scorso anno, addetta stampa vera, precisa, comunicativa e sempre sul pezzo.
Poi, un silenzio assordante che le ha fatto capire che il suo tempo era terminato.
Ci lascia così, in bocca al lupo Federica:

Eccomi qua. Un'altra pagina della mia vita professionale si è chiusa. Non pensavo potesse chiudersi così, in silenzio, ma evidentemente era giusto così. Un po' un paradosso per chi, come me, fa della comunicazione una sorta di ragione di vita.
Devo solo dire grazie alla Pro Patria e a Busto perché, in una sola stagione, mi hanno regalato delle emozioni indescrivibili. Sia belle che brutte. Brutte per quanto riguarda il verdetto finale del campo, ma stupende per tutte le persone che ho incontrato.
Persone vere che mi hanno adottata subito come una di loro, facendomi sentire davvero parte della loro famiglia: mi hanno supportata nei momenti difficili e abbiamo gioito assieme nei non troppi momenti felici. 
La passione e l'amore verso i colori biancoblù che si respirano a Busto non sono facili da trovare altrove. Ed è proprio questo che rende unica la Pro Patria. Perché la Pro si ama, nelle gioie e soprattutto nei dolori. 
Purtroppo non sono riuscita a portare a termine tutti i miei progetti in questa stagione così tribolata, ma in tutto quello che ho fatto ci ho messo tutta me stessa. Ho imparato molto, sia a livello professionale, sia a livello personale: come era normale in una stagione che di normale ha avuto ben poco. Mi hanno aiutato sia le critiche sia gli elogi. E questo bagaglio me lo porterò sempre con me. 
La Pro Patria non è il marcio uscito dal caso Boateng o quello emerso dopo lo scandalo Dirty Soccer. La Pro Patria è tutt'altra cosa: è un bacino di passione vera, autentica e infinita per una maglia che è una ragione di vita. E chi quella maglia la indossa deve sapere che è unica e prestigiosa e DEVE essere un onore portarla sui campi di tutta Italia.  
Un GRAZIE vero e sincero a tutte le persone che hanno condiviso con me questo viaggio, breve, ma intenso: i mister, lo staff, i ragazzi, i tifosi e, soprattutto, gli amici che ho guadagnato. Non serve che io faccia i nomi, voi già sapete. 
Ho imparato che l'aeroplano cade solo in un posto, che il buon Natale si augura in un modo originale, qual è il sogno di un bustocco e pure che piuttosto che prendere la Metro di quel colore si fanno i chilometri a piedi. 
Per causa di forza maggiore non ci vedremo più ogni domenica, ma ormai sono anche io tigrotta dentro e, appena potrò, sarò al vostro fianco sugli spalti a tifare, a soffrire, a gioire e a cantare per la Pro. 
...la Pro Patria siamo noi! 

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