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Oggi siamo tutti un po’ più soli … ebbene sì, la notizia che non volevamo sentire è arrivata, e cioè il nostro capitano di mille battaglie ha lasciato la squadra.

La notizia era nell’aria fin dal giorno in cui la Pro è retrocessa in Serie D; difficile che un giocatore della sua caratura sarebbe rimasto in virtù anche della criptica situazione societaria creatasi intorno alla società. Forse se ci fosse stata più chiarezza magari … ma con i se e i ma non si va da nessuna parte … dobbiamo accettare la realtà che, dopo tanto tempo, la nostra fascia da capitano è momentaneamente vacante.

Cosa possiamo dire a questo uomo prima che giocatore? Solo grazie … in questi anni con lui ci siamo tolti tante soddisfazione a cui è ricambiato l’affetto da parte di Matteo … certo non sempre è stato sempre tutto rosa e fiori, ma certamente se c’era qualcosa che non andava ci si affrontava a viso aperto senza bisogni di comunicati stampa o lacchè che scrivevano per conto d’altri su talune testate.

Arrivato da noi nel 2009 in questi circa sei anni è stata l’unica certezza in una società che, ad ogni nuovo alito di vento, cambiava padrone. Stare a descrivere tutti i goal che ha fatto ci vorrebbe un’enciclopedia ma qui mi preme più sottolineare l’uomo che il giocatore. In un turbinio di cambiamenti conditi dall’incertezza Matteo è sempre rimasto in sella alla barca nel pieno della tempesta non abbandonandola, come tanti altri avrebbero potuto fare, avendo magari pure ragione vista la situazione grottesca intorno alla Pro negli ultimi anni. Anzi, hanno addirittura cercato di “farlo fuori” con proposte allettanti sia in danaro sia sentimentali come l’avvicinamento a casa; Matteo però non ha mollato continuando a testa alta arrivando persino a combattere chi dall’interno cercava di minare un equilibrio già stabile. E’ nota a tutti la sua battaglia contro chi quest’anno aveva preso la Pro come una slot machine per le scommesse che per una squadra di calcio; anzi quando è venuto a galla tutto il verminaio si è caricato, dall’alto della sua esperienza, tutta la squadra sulle spalle sfiorando la salvezza che non è arrivata certamente non per demeriti suoi.

Matteo è sempre stato ricordato come “quello che ha fatto tre goal a Buffon in una partita”; per noi resterà sempre il nostro capitano, una bravo ragazzo di sani valori e principi. Chi gli dovrà succedere non avrà certo un compito facile. Si diceva “finchè c’è Serafini c’è speranza” … e adesso? Cosa ne sarà di noi senza di lui? Avremo la forza e il carattere per riprenderci? Ce lo auguriamo anche se non sarà facile …

“Ho vissuto il tempo di Reguzzoni”, “ho vissuto il tempo dei Calloni”, “ho vissuto il tempo di Tramezzani” … ebbene oggi noi tifosi potremo aggiungere “ho vissuto il tempo di Serafini” senza che però una velo di malinconia ci si palesi sul volto il quale sparirà ripensando alle gioie che lui ci ha dato e che noi, forse, gli abbiamo trasmesso.

Grazie, grazie e ancora grazie Matteo!

ANDREA D’EMILIO

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