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Il Capitano si toglie la fascia e qualche sassolino dalle scarpe prima di andarsene verso altri lidi. Lo fa con una lettera inviata in tarda mattinata e diffusa in simultanea da tutti gli organi di informazione a partire dalla mezzanotte per "par conditio" informativa.
Anche lui, come accaduto per altri tigrotti del passato, se ne va con l'amaro in bocca dedicando belle parole solo ai tifosi, non ad altri. A testimonianza che, evidentemente, il clima non è dei migliori anche dietro le quinte.
Per lui non c'è più posto in questa Pro Patria, tradito da qualcuno che non ha rispettato le promesse e da chi ha lucrato sulla fatica e il sudore dei suoi stessi compagni. Queste le pesanti parole di Matteo prima del suo commiato che certamente non è quello che avrebbe voluto dopo anni di fedeltà biancoblù.
Dice di andarsene da sconfitto, ma un uomo che combatte non perde mai.
   Grazie di tutto Capitano! 
 
LA PAROLE DI MATTEO SERAFINI:
 
Ho dovuto andarmene, non c’è più posto per me in questa Pro Patria; me ne vado sconfitto: sono venuto per portarvi in serie B e vi lascio tra i dilettanti, ma a sconfiggermi non è stato il campo, ma chi non ha mantenuto le promesse e chi ha osato lucrare sulla fatica e sul sudore dei suoi stessi compagni.
Voi siete sempre stati meravigliosi, nelle gioie (poche) e nelle grandi difficoltà che ci avete aiutato a superare: io non posso che ringraziarvi tutti, sia chi mi ha applaudito, sia chi mi ha fischiato.
Dopo tanti anni e tante maglie, grigiorosse, amaranto, blu con le rondinelle, ecc, a coprirle tutte c’è una sola bandiera: ed è bianca a strisce blu orizzontali.
I presidenti, gli allenatori ed i vari Serafini cambiano e cambieranno sempre, quello che non deve e non può cambiare è l’amore che condividiamo per la squadra con la maglia più bella del mondo.
Ciao, Nonno Teo

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