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Sembra che la non attribuzione della responsabilità diretta della Pro Patria da parte della Procura federale assolva e cancelli con un colpo di spugna quanto accaduto lo scorso anno. Responsabilità diretta o indiretta, colpevoli o innocenti lo stabilirà la giustizia sportiva e la Procura della Repubblica, ma non dimentichiamoci che in seguito a quelle partite perse la Pro Patria è retrocessa, oltre ad aver perso la faccia di fronte al mondo intero. Giocatori e allenatori della Pro Patria sono finiti in carcere e questo non fa certamente piacere.

Responsabilità diretta o indiretta, questi giocatori vestivano la maglia della Pro Patria, non altre e per un tifoso tutto questo è motivo di sofferenza al di là di ogni altra valutazione.

Dobbiamo esultare per la non attribuzione della responsabilità diretta che se accertata avrebbe sancito la probabile retrocessione della Pro Patria, quando la stessa è arrivata lo stesso grazie anche ai comportamenti di chi comandava in via Cà Bianca senza che la proprietà lo sapesse?

Dobbiamo esultare per il fatto che quanto commesso da giocatori e allenatori capitananti da Ulizio in realtà veniva fatto senza che la proprietà lo sapesse, ma comunque avveniva sulla pelle dei tifosi?

E che dire di chi ha preso persino l’aereo per sostenere i tigrotti in Sardegna per poi sapere che la gara era presumibilmente concordata? Cosa diciamo a questi tifosi? Che essendo caduta la responsabilità diretta non hanno motivo di dispiacersi di quanto accaduto?

 Il tutto avrebbe un senso solo ed esclusivamente se la Pro Patria ritrovasse la categoria persa a causa di chi giocava a perdere, diversamente oltre al danno si riceverebbe anche la beffa.

Cosa conterebbe il fatto che la società fosse dichiarata innocente se le conseguenze sarebbero le stesse in caso di colpevolezza?

Certamente cambierebbe la sostanza per l’onorabilità dei componenti societari che manterrebbero immacolata la propria credibilità, ma a livello sportivo il risultato sarebbe lo stesso.

Per cui, giustizia sarà fatta solo e se la Pro Patria ritroverà il suo posto in Lega Pro.

Sarebbe davvero deleterio non accettare questo risarcimento postumo da parte della proprietà uscente senza prima aver sondato le disponibilità degli entranti, adesso che è dimostrato che Busto ha una proposta seria da coltivare.

Chissà che il mantenimento della categoria non possa aggregare a Patrizia Testa altri investitori che possano aiutarla nell’impresa.

Chi tira fuori i soldi a Busto? Beh, se la Pro Patria esiste da 96 anni e non da tre o quattro, vuol dire che qualcuno c’è sempre stato, per cui mai dare nulla per scontato. Tra l'altro spesso in serie C e poche volte in serie D.

Visto che si cerca insistentemente la verità è il caso anche di essere più realisti del re e senza aversene male prendere atto che il feeling tra l’attuale proprietà e la città è da sempre astioso e polemico. Ovviamente questo non aiuta ad unire, ma non è detto che in futuro qualcosa possa cambiare se gli attori o meglio le attrici fossero altri/e.

 

Flavio Vergani

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