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“Finalmente siamo liberi, finalmente torniamo padroni del nostro destino”; sono più o meno queste le parole che da alcune ore vanno a ripetere i tifosi della Pro Patria frustrati da quattro anni di lotta e incomprensioni con l’ex proprietà seppur di mezzo ci siano una promozione e mezza (non ottenuta per la mega penalizzazione) e la recentissima retrocessione.

Quello che più fa rabbia al tifoso medio (e per medio non s’intende stupido) è la maniera, e quindi non tanto i risultati sul campo, in cui si è sentito trattato dalla precedente gestione (che bello poterlo dire) la quale, con i suoi colpi di teatro più o meno concordati, dava più di una sensazione di prendere in giro l’intera piazza. Se la cosa sia stata voluta o meno non si sa ma il tifoso si sentiva come una schiavo legato da mille catene da cui non riusciva a liberarsi, perdendo così quella libertà che aveva difeso gelosamente. Certo, non si pretendeva di instaurare rapporti come in passato, ma certamente si pretendeva quel rispetto che si è per tanto tempo invocati per sé stessi senza averlo verso gli altri. Per questo io personalmente ho deciso di non parlare più della gestione precedente, a meno che non sia costretto a farlo; resettiamo e cerchiamo di ripartire mettendoci alle spalle tutto. Gli antichi romani cercavano di cancellare la memoria di chi si era macchiato di atroci delitti verso Roma; se loro non ci riuscivano proviamo a farlo noi nel nostro piccolo.

La nuova proprietà (che musica per le mie orecchie dirlo e che grazia per le mie dita scriverlo) è composto da un duo che personalmente ho sempre sognato per la Pro; gente del territorio e persone competenti e conoscitrici del mondo del calcio. Direi che Patrizia Testa e Fulvio Collovati corrispondono a questo identikit; a loro i miei auguri e quelli di tutti coloro che amano i nostri colori. Speriamo che questo binomio sia redditizio per la nostra Pro Patria che finalmente vede quella luce in fondo al tunnel, la quale non è più un treno ma l’uscita da quell’infame luogo.

Due consigli; ai nuovi arrivati di trattarci con il rispetto che meritiamo soprattutto chi parla e scrive di Pro che certamente non lo fa per qualche tornaconto personale (soldi, favori ecc.) ma per ora lo sempre fatto per pura passione (finendo pure nelle liste di proscrizione) dove le critiche sono sempre costruttive e mai distruttive. Se ci rispetterete avrete quel rispetto che meriterete ma sono sicuro che questo consiglio è anche un parte inutile essendoci in società persone che finalmente sanno cos’è la Pro Patria. L’altro suggerimento ai tifosi; diamo tempo a questi nuovi arrivati, non gettiamoli addosso troppe responsabilità. Per costruire qualcosa ci vuole tempo; lo sapete meglio di me che siamo come quelle città dopo un terremoto, e cioè solo macerie. Non roviniamo questo bell’entusiasmo ritrovato in aspettative eccessive; cerchiamo di supportare sempre chi si è accollato il nostro destino.

Dopo tutto ciò quello che mi piacerebbe organizzare è un bel “Camomilla Party”, e cioè riempire d’acqua uno di quei pentoloni che usiamo per la polenta e farci una camomilla per tranquillizzarci e tornare sereni. Perché ce lo meritiamo.

Forza Pro e grazie a chi ci ha permesso di esserci ancora!

P.S. E’ troppo chiedere ai nuovi arrivati di tornare al nostro vecchio stemma (quello tondo per capirci) al posto di quello attuale?

ANDREA D’EMILIO

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