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E' la legge del calcio e della vita, ma facciamo fatica ad accettarla. Forse non ci riusciremo mai.
Ogni cambiamento ha le sue regole che a volte fanno male e lasciano senza parole. O forse ha ragione Marilena quando dice che non esiste una gioia piena.
Per Francesco Giorno e Marco Taino è il giorno dell'addio alla Pro Patria, dopo aver dato l'anima per i nostri colori e averli amati dentro e fuori dal campo.
Nati con il biancoblù tatuato sul cuore, cresciuti con la speranza di diventare una bandiera della Pro Patria, sono chiamati a diventare grandi lontani dallo Speroni e questo è la sfida che la vita gli ha imposto. Proprio quando il cielo è tornato biancoblù  loro non ci sono più.
Siamo forse troppo vecchi per combattere la nuova realtà che obbliga ad accettare un calcio senza bandiere, squadre rifatte ogni anno, fasce di capitano assegnate al primo che capita e ogni volta ci rimaniamo male. Molto di più di quanto ci lascia qualcuno per scelta, come hanno fatto in molti qualche mese fa scegliendo la "Reggia" piuttosto che lo scantinato.
Immaginiamo l'amarezza che i due ragazzi staranno provando, bilanciata però dalla fierezza di aver sempre sudato la maglia, correndo e lottando per difendere i nostri colori, anche giocando contro alcuni compagni.
Ricordiamo le lacrime vere nel giorno della sconfitta, ma anche la grinta di ricominciare per saldare i conti con il destino.
Non vi è stata data la possibilità, ma siete giovani, la vita è lunga e avrete modo di dimostrare chi sono i veri tigrotti anche lontani da dove molto avete dato e tanto vi hanno amati.
Forse la vostra sfortuna è solamente quella di essere nati troppo tardi, quando a poco più di vent'anni si è considerati vecchi per non essere più in grado di soddisfare le regole de business.
Rispettate le regole della vita e siamo certi che di campionati ne vincerete molti. Questo è il nostro augurio, ma anche la nostra certezza.
Marco, Francesco....GRAZIE!

Flavio Vergani

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