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Mai più: quante volte l'avevo mormorato, al termine di un campionato dannato, venduto, straziato, finito in nulla. O almeno così mi giurano: perché io non mi ricordo.

Non so nemmeno quando inizia, questa amnesia. Quando avverto quest'unico chiodo fisso: si torna allo Speroni, si torna dalla Pro Patria. Si torna dove tutto è vero, nulla perfetto. Dove ti attendono gli amici veri, i compagni di dolore e di passione. Si torna a far correre lo sguardo addosso ai colori del cielo, che dipingono la tua vita, anno dopo anno.

Sì, quest'anno c'è pure il lieto fine, o meglio il lieto inizio. Ma mi viene il  sospetto che sarebbe andata a finire così lo stesso, in qualche modo.

Impermeabile a qualsiasi pioggia tranne a quella bianca e blu, mi sento già pronta a farmi travolgere. 

Mai più, anzi ancora. È la certezza Pro Patria: quella che mi spinge a ringraziare chi ci ha presi per mano, nonostante tutto, più forti di tutto. Non saremo impeccabili, bisognerà lottare come e più di prima.

Ma esistiamo, ed è un gran bell'inizio, tigri.

Marilena Lualdi, giornalista de "La Provincia"

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