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Quartina sulla ruota di Pavia che si sbarazza senza troppa fatica di una Pro Patria apparsa sterile in fase offensiva e fragile in difesa. Nove goal subiti e zero fatti in due gare di campionato fanno male e se più o meno tutti si aspettavano le sconfitte per via di un inizio di stagione ritardato dalle vicende societarie, in pochi si immaginavano che le stesse fossero di tali dimensioni. Con il Pavia ci si è messo anche Margaglio a complicare la vicenda facendosi espellere a fine primo tempo, rendendo praticamente impossibile organizzare una seppur minima reazione. La squadra scesa in campo a Pavia aveva età giovanissima fin dal portiere (classe 1998)e nulla ha potuto contro l’esperienza e il tasso tecnico dei padroni di casa che cullano sogni di promozione. Certamente occorre fare qualcosa per trovare il giusto mix tra gioventù ed esperienza per dare solidità all’impianto portante della squadra, ma anche trovare soluzioni offensive che possano dare spessore ad un reparto che in due partite non ha saputo creare occasioni da rete. Certamente i giocatori di livello costano molto, anche se svincolati, e non sappiamo quali e quante siano le risorse economiche messe a budget dalla nuova dirigenza. Quello che è certo è che  nulla è scontato e solo nelle prossime ore si potrà capire dove e come si vorrà intervenire. Una partenza ad handicap come quella che i tigrotti sono costretti a subire può essere riscattata solo con una squadra solida in tutti i suoi reparti, ma la cui costruzione richiede risorse economiche non di poco conto. Sabato si torna in campo a Bergamo per il match con l’AlbinoLeffe e anche qui non sarà semplice. Tre partite giocate in una settimana per una squadra che si allena da sette giorni equivale a scalare l’Everest con le infradito. Forse solo l’arrivo di qualche sherpa abituato alla fatica delle alte quote potrà dare una mano agli scalatori apparsi finora volonterosi ma ancora troppo acerbi per sperare di arrivare in cima alla montagna.

Flavio Vergani

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