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La furia rivoluzionaria acceca e uccide buoni e cattivi

Fino a qualche settimana fa volavano coltelli, oggi buonismo e tolleranza che gridano vendetta al pari dei nove gol incassati in due partite


La Pro Patria che becca nove gol - facendone zero, come i punti - in due partite e fa da materasso grida vendetta quanto il buonismo e la tolleranza che la circondano, mentre fino a qualche settimana fa volavano i coltelli per meno o per nulla.
Verrebbe da dire: avete voluto la bicicletta, adesso pedalate. Cacciato il tiranno, pensateci voi ma un po’ meglio di così... E, soprattutto, se vi è stata consegnata una società in Lega Pro, vedete di non farla affondare nei dilettanti in poche settimane, anche se ce la state già mettendo tutta. Non ve l’aveva ordinato Renzi di cambiare un ottimo allenatore come Tomasoni che stava facendo alla grande il suo dovere. Perché mai la furia rivoluzionaria ha dovuto spazzare via la parte tecnico-sportiva, come se cambiare società debba significare automaticamente cambiare allenatore e giocatori, al di là del bene e del male? Chi vuole la Pro Patria non la vuole certo per piazzare il suo mister o i suoi atleti, ma perché è la Pro Patria: giusto? Perché cambiare tanto per cambiare? Prima le professionalità e le competenze, poi le facili promesse come quella dei 1000 abbonati o il coinvolgimento degli imprenditori locali (campa cavallo). Che si aspetti da giorni la firma di due svincolati, i più facili da convincere, è ridicolo e non è da Pro Patria. Patrizia Testa ha tutta la nostra stima e il rispetto ma non vorremmo che le abbiano promesso mari, monti e aiuti che non vedrà mai. Non vorremmo che si ritrovasse in mano un pugno di mosche, in una situazione più grande di lei, accanto a persone bravissime a parole ma i fatti, per ora, stanno a zero. 

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