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Eccoci qua, finalmente è iniziata una stagione che, fino a poche settimane fa, vedevamo con il binocolo, soprattutto la categoria in cui militiamo.

Senza andare troppo indietro in una giornata che più che di fine estate sembrava di primavera inoltrata, ecco che le maglie biancoblu tornavano a calcare il campo dello Speroni. Personalmente mi sono emozionato a rivedere quelle maglie calpestare il prato del nostro stadio tanto che oggi, a parer mio, più che il risultato contava esserci; più che il tabellino contavano le emozioni. Ciò non vuol dire che faremo un campionato da comparse ma certo che se pensiamo a come stavamo poche settimane fa ...

Al cuore bisogna però soppesare le gambe; purtroppo oggi abbiamo visto in campo quello che si pensava, e cioè una squadra dal fiato corto e con poche idee, conseguenza di un allestimento fatto in fretta e furia senza la possibilità che gli stessi compagni di squadra si conoscessero. Non mi sarei stupito vedere fare le presentazioni sul terreno di gioco anche se, ad onor del vero, calcisticamente parlando, i nostri si sono conosciuti solo oggi.

Il risultato infatti parla impietoso ma, se in altri momenti avremmo gridato allo scandalo, oggi non ce la possiamo prendere con nessuno, anche se qualcuno ci sarebbe, e cioè chi ha tirato in lungo in largo una vendita che poi, come abbiamo visto, se si voleva, si poteva e doveva chiudere in tempi ragionevoli da permettere ai nuovi arrivati di lavorare per bene; oggi mister Oliva, i giocatori e tutta la dirigenza paga per colpe non sue non meritandosi questo tabellino. Mi danno fiducia però i primi venti minuti di partita dove la Pro non è apparsa inferiore al proprio avversario arrivando persino a proporsi; non sentendomi di condannare nessuno, in positivo però mi sento di segnalare la buona prova di Bigazzi che mi è sembrato quello con più idee e con più personalità. La differenza è stata quindi sul ritardo di condizione fisica e tattica, con noi con la lingua di fuori e che non ci conoscevamo, con quelli del Feralpi che invece erano tonici e si conoscevano a perfezione …

Proprio di quest’ultimi mi preme infine parlare; partendo dal presupposto che ognuno debba fare la propria partita per tutti i 90 minuti ho trovato di pessimo gusto la loro insistenza a trovare la via del goal anche a risultato acquisito. Nello sport mi è stato insegnato che oltre all’impegno c’è una cosa che si chiama sportività e lealtà che, ahimè, non ho visto nei nostri avversari i quali sembravano voler infierire su di un avversario arrendevole; probabilmente anche questi valori sono andati a farsi benedire.

A parte il risultato sempre fiducia e ottimismo e forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

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