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Serata dinamica in casa Pro Patria Club dove si è concluso il torneo di scala 40 organizzato da Giorgio Armiraglio di cui riporteremo a parte. Appena messe le carte nel cassetto il direttivo ha voluto confrontarsi relativamente alla situazione in casa Pro Patria dopo l’ennesima sconfitta di settimana scorsa che ha originato alcune polemiche, alcune delle quali hanno coinvolto componenti del club del presidentissimo Roberto Centenaro. Ci si è quindi voluti confrontare sul tema per capire quali sia la linea del direttivo relativamente alla situazione venutasi a creare in casa Pro Patria. In realtà, non c’è stata la necessità di dedicare molto tempo al contradditorio, vista la compattezza del club e l’assoluta unanimità nel concedere fiducia alla società e alla squadra, penalizzate, secondo il direttivo del club, dai ristretti tempi nei quali è stata chiamata ad operare causa ritardata cessione del pacchetto societario da parte di Vavassori. La parola d’ordine che sintetizza il pensiero del club è “pazienza” per dare modo alla società di organizzarsi nelle sue strutture portanti e di rinforzare la rosa, ove possibile, con qualche innesto, come peraltro fatto nella giornata di ieri. La sostituzione dell’allenatore e l’arrivo di un difensore di esperienza sono state considerate dal consiglio come importanti testimonianze di buona volontà da parte della società. Si sono anche analizzate le reazioni a caldo che spesso si notano sugli spalti dopo le sconfitte e stigmatizzate da qualche loquace osservatore esterno (chi è senza peccato scagli la prima pietra), riconducendo le stesse a reazioni del tutto comprensibili e giustificabili se le stesse non sconfinano ( e non sono mai sconfinate)nell’offesa personale a giocatori o dirigenti. Chi molto ama, molto soffre, per cui il dispiacere di assistere alle sconfitte della propria squadra del cuore, spesso origina manifestazioni di dissenso dai contenuti molto personalizzati che, seppur possano infastidire qualcuno dalla spiccata sensibilità, rimangono comunque giustificate dalla libertà del tifoso di manifestare il proprio dissenso. Sempre e comunque mantenendo uno stile che non trascenda dai principi di base dell’educazione. Il presidente Centenaro ha voluto anche chiarire il motivo per cui la linea del club potrebbe apparire differente se paragonata a quella del passato quando si verificarono crisi di risultati paragonabili a quelle attuali. Centenaro ha spiegato che la linea è diversa rispetto al passato per il semplice fatto che è la realtà odierna ad essere differente da quella del passato. Per cui, di fronte a situazioni diverse è normale che si agisca in modo diverso. Ai tempi di Vavassori la società ebbe il tempo necessario e sufficiente per organizzarsi e per agire sul mercato con tranquillità. Invece, la società attuale è stata costituita in pochissimo tempo a causa della trattativa infinita, conclusasi solo a poche ore dall’inizio del campionato. Il mercato si è svolto di fatto con una “open window” dedicata ai tigrotti che non ha permesso di operare come le altre squadre e con ridotta possibilità di scelta degli atleti. Seppur vengano riconosciuti errori riferibili ad alcune scelte tecniche poco convincenti fin da subito, si è anche consci del fatto che l’impegno e la determinazione da parte del nuovo gruppo dirigente non sono mai mancate, come testimoniato dai rinforzi giunti ieri. Il Pro Patria Club appoggia l’attuale dirigenza nella quale è presente un tocco di “bustocchità”, valore aggiunto da tutti sempre invocato e che ora sembra per alcuni già svalutato nel suo significato intrinseco. Un valore aggiunto che potrebbe portare nel futuro aggregazioni con altri imprenditori del territorio. Insomma, in casa Pro Patria club, seppur regni l’amarezza e l’insoddisfazione per i risultati, si vede il bicchiere mezzo pieno, considerando le molte attenuanti delle quali possono godere gli attuali dirigenti. Fallito il tentativo di mettere un po’ di veleno nella coda della serata quando si è discusso sulle provocazioni di qualcuno che ipotizzerebbe un comportamento troppo morbido del club di via Pozzi solo per il fatto che lo stesso conti qualche consigliere amico di Patrizia Testa. Il presidente Centenaro tra il divertito e lo sbigottito spazza via ogni illazione sul tema e dice: “Le amicizie personali non contano nulla in questo caso, la posizione del club è di totale appoggio verso i dirigenti che tentano di costruire qualcosa e questi lo stanno facendo. Il dissenso del passato era dovuto al fatto che la precedente proprietà stava distruggendo quello che prima aveva costruito.”

Flavio Vergani

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