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Per molti opinionisti sportivi la Pro Patria è ancora un cantiere aperto, nonostante il campionato sia già bello che iniziato; se ci definiscono ancora così a questo punto il perché lo conosciamo e non c’è bisogno che lo ripeta io, senza per forza tirare in ballo le vicende passate. Da storico però mi è stato insegnato che per spiegare il presente bisogna vedere cosa c’è alle spalle il tutto, ripeto, senza voler rialimentare vecchie questioni. Se quindi la Pro è un cantiere non c’è da stupirsi che fuori da essa ci sia ancora il cartello “lavori in corso”. Come succede in molti cantieri infatti oggi si è subito un intoppo sebbene sembrava che tutto procedesse per un rettilineo ben definito; i progressi che si erano visti in queste settimane, valanghe di goal subiti a parte, avevano alimentato un certo ottimismo perché di partita in partita sembrava che qualcosa, anche piccola, sembrava essere migliorata. Infatti se con l’Albinoleffe strideva solo il risultato, pareva che si fosse imboccata la strada giusta, ma oggi questa è stata smarrita; quella Pro ammirata con i bergamaschi infatti si è vista solo agli inizi del secondo tempo e quella tiepida fiammella si è però dissolta subito per via di un “uno due” pugilistico del Pordenone (grande prestazione e bella squadra) che ci ha messo k.o. Quello che però lascia preoccupati è l’atteggiamento opaco e alle volte molle offerto dai ragazzi che hanno fatto dei passi indietro rispetto a quelli in avanti fatti vedere nelle giornate scorse; difesa vittima ancora di amnesie (l’infortunio di Pisani ha pesato), centrocampo senza idee e un attacco che fino ad ora è sembrato al di fuori del gioco. Oggi non si è visto nemmeno quello spirito combattivo che sopperiva l’ossigeno e la tecnica delle primissime partite; l’auspicio è che oggi sia stata una giornata storta dove tutto è girato male. Un plauso va al portiere Demalija; se nelle prime partite aveva fatto sorgere più di un dubbio, oggi è stato in assoluto il migliore in campo parando il possibile e mostrando una grande crescita rispetto alle iniziali uscite. La speranza infine è che presto i ragazzi ritrovino la strada tracciata nella partita con l’Albinoleffe che è quella “maestra” da seguire. Mi e ci piacerebbe ritornare a vedere quei giocatori che, sebbene avessero tutte le attenuanti del caso, sembravano non voler queste giustificazioni lottando su ogni pallone e mettendo il cuore dove non arrivavano le gambe. Da parte nostra non dobbiamo perdere quell’entusiasmo e quella pazienza che fino ad ora ci ha contraddistinto e che qualcuno non ha capito, prendendola per “partigianeria”. E se anche fosse il tifoso è sempre al fianco dei suoi giocatori se si impegnano, anche e soprattutto se perdono, e di quei dirigenti degni di questo nome che lavorano nel silenzio senza per forza avere diplomi, patenti o riconoscimenti di serietà e bravura, magari usando slogan ad effetto! A tutti un grande incoraggiamento per riprendere il discorso che oggi si è interrotto.

Forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

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