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Dopo la prova e la contestazione (secondo me ingiusta verso la società, giusta verso i giocatori) avvenute domenica dopo la partita con il Cuneo, una scossa, o meglio una bella puntura, bisognava per forza darla all’ambiente, soprattutto verso coloro che calcano l’erba dello Speroni.

Per prima cosa l’arrivo sulla panchina di mister Pala non mi stupisce affatto; sapevamo che Mastropasqua era “pro tempore” e quindi il secondo cambio di panchina non mi lascia stupito. Dico secondo e non terzo per il motivo prima ricordato. Trovo pure azzeccata la scelta di far rimanere come secondo sempre Mastropasqua il quale può dare una grossa mano al nuovo mister in fatto di conoscenza dei giocatori, segnalando magari fin da subito chi merita il campo e chi di stare dietro la lavagna (e lì la fila è bella che lunga). L’arrivo di Pala è di buon auspicio vista l’incredibile rimonta e scalata della classifica che fece, non molto tempo fa, alla guida di un Albinoleffe penalizzato e in fondo alla classifica (quasi come la Pro), messaggio subliminale questo mandato dalla società che ha chiarito, con questa scelta, le sue intenzioni se mai poi c’era bisogno di farlo.

Fa piacere poi l’arrivo in rosa di Michele Ferri, bustocco d.o.c., il quale si spera, essendo “nativo”, possa trasmettere quei valori e quel significato che vuole dire indossare la nostra maglia, la quale è stata maltrattata negli ultimi anni. Speriamo di rivedere quei ragazzi che buttavano il cuore oltre l’ostacolo delle prime uscite. L’arrivo di Ferri è anche, secondo me, un altro messaggio subliminale che sempre la società vuole dare alla rosa attuale, e cioè che nessuno è intoccabile e indispensabile (sempre se ce ne fossero stati) e che la pazienza è finita; solo chi dimostrerà il suo valore potrà rimanere, altrimenti … Cioè paterni sì ma fessi no (dato che ci mettono, oltre la faccia, anche i soldi in un momento non certo roseo).

Il nuovo banco di prova della Pro Patria si chiama Bassano, la squadra, a detta di molti esperti, favorita alla promozione. Per questo c’è chi, inesorabilmente, ha già assunto l’atteggiamento di stampo medievale “possiamo fare qualsiasi cosa, tanto però dobbiamo morire” aggiornando il tabellino delle sconfitte. Se la partita sulla carta appare proibitiva non vedo perché partire già sconfitti; certo, le ultime prove non ci danno quella fiducia che vorremmo avere, ma almeno provarci, offrendo magari una prova gagliarda, è d’obbligo. Se poi la storia con Davide e Golia (badate la storia, non la religione) ci ha insegnato qualcosa la speranza è l’ultima a morire; e quindi perché non sperare di grattare almeno un punticino? Sarò pazzo? No, sono solo tifoso!

Con la speranza e la sicurezza che “non può sempre piovere” (cit. “Il corvo”) sempre forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

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