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Continua la Via Crucis della Pro Patria che cade anche alla sesta stazione. Un cammino che non sembra proprio poter terminare con la resurrezione. I tigrotti tengono a livello atletico per quasi un tempo durante il quale riescono a complicarsi la vita regalando al forte Cittadella un goal per un errore di Taino. Poi, sfruttano un errore del portiere ospite per impattare con una rete di Coppola, ma la difesa sbanda paurosamente ad ogni azione dei “gialli” e solo un superbo La Gorga tiene in piedi la baracca. Nulla può l’estremo difensore su un colpo di testa di Litteri che lo infilza sul finire del primo tempo. Da qui in poi calano le tenebre sui tigrotti e nel secondo tempo oltre ad incassare la rete del tre a uno, in campo si vedono statue più che giocatori. Il Cittadella, seppur squadra tecnicamente fuori portata per i tigrotti ha avuto vita facile di fronte ad una squadra che dopo un mese dall’inizio del campionato mostra limiti atletici preoccupanti. Non convince mister Mastropasqua che seppur a conoscenza di questo handicap schiera una squadra con il tridente. Lanciare la sfida ad avversari di tale portata con un modulo così spregiudicato presuppone polmoni alla Messner ed esterni alti pronti al sacrificio, cosa che al momento la Pro Patria non ha. Manca persino un incontrista con la I masiuscola, onde per cui la tattica seppur affascinante è risultata un suicidio tattico. Forse un abbottonato 5-4-1 per limitare i danni sarebbe stato più giustificato, giocare al gatto con il topo sapendo di essere i topi è esercizio di grande coraggio, ma anche di estremo autolesionismo. Questa squadra non sembra proprio disponga di tutte le risorse tecniche per lottare per non retrocedere. La difesa traballa, il centrocampo non interdisce, le punte sono troppo acerbe per sostenere Montini. Montini che è stato espulso per proteste dall’insufficiente arbitro di giornata e che quindi mancherà nel big match con il Cuneo di domenica prossima. Persino qualche allenatore interpellato per sostituire Oliva avrebbe chiesto garanzie in tale senso, per poi rifiutare di fronte a queste mancate garanzie. Ci chiediamo se davvero in società si sia  davvero così convinti  che questa squadra non ha necessità di rinforzi. Essere la Cenerentola d’Italia con zero punti in sei partite, tre goal fatti e venti subiti crediamo sia davvero umiliante per la residua tifoseria rimasta fedele ai colori biancoblù.  Ogni anno retrocedono tre squadre e non è scritto da nessuna parte che questa non debba essere la Pro Patria, ma almeno si rinforzi la squadra per lottare alla pari con le dirette concorrenti.  Comprendiamo  perfettamente che la gestione societaria prevede costi importanti, ma crediamo anche  che un’analisi  finanziaria preventiva del minimo indispensabile per non perdere sempre sia stata fatta a tempo debito. Se queste risorse non c’erano e non ci sono  c’è da chiedersi perché si sia voluto ugualmente finalizzare l’acquisto. Sacrificare l’entusiasmo procurato dalla nuova dirigenza con questi risultati è davvero un suicidio. Certamente Busto è ed era lontana da questi colori, ma crediamo che un minimo di credibilità tecnica la si debba dimostrare per coinvolgere gli investitori che da sempre amano affiancarsi a chi vince quasi sempre e non a chi perde sempre.  

Flavio Vergani

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