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Decima sconfitta della Pro Patria in quel di Alessandria e terzo risultato identico consecutivo per mister Pala che dopo aver perso per uno a zero a Bassano e con il Pro Piacenza ottiene il terzo uno a zero con i grigi piemontesi. Il modo con il quale è arrivata la sconfitta è desolante, persino ridicolo se si considera il modo con il quale l’Alessandria ha ottenuto il rigore. Una genialata di Bastone che ha pensato bene di abbattere l’avversario sul vertice dell’area mentre il pallone usciva dall’area. Generalmente i falli da rigore vengono commessi in situazioni di grave pericolo per la propria porta e con pallone che si dirige verso la stessa. Un rigore con palla che sta uscendo dall’area di rigore con l’avversario che ha le spalle girate alla porta è perlomeno poco frequente, per non dire altro. A testimonianza che, al netto di tutte le giustificazioni note e stranote e delle quali ne sono piene le fosse, questa squadra è composta da giovani ingenui quando va bene e scarsi quando va male che non possono frequentare la categoria. Ovviamente , analogo discorso vale per qualche meno giovane che dovrebbe farsi un serio esame di coscienza e pensare di farsi da parte se la cosa non interessa. Andare in svantaggio a fine primo tempo e non permettersi il lusso di creare occasioni da rete per tutta la ripresa ad eccezione di una ciabattata di Taino, fa capire facilmente che, sempre al netto delle solite giustificazioni delle quali ne sono piene le fosse, l’attacco è praticamente inesistente. Montini non presidia la zona centrale, non fa da boa, non alza la squadra. Filomeno si intestardisce in continui e inutili uno contro uno propri del calcio giovanile, mentre attorno a loro non esiste un incontrista e nemmeno un regista. Siamo alla farsa con una squadra che corre (poco), rincorre (molto), per conquistare la palla e poi non riesce a orchestrare una manovra, non riesca ad applicare uno schema diverso dal palla avanti e pedalare. Difficile pensare che con questi interpreti si possa calcare questi palcoscenici. Da salvare La Gorga, Ferri, Zaro. Coppola non pervenuto, Carcuro stabilisce il record di permanenza con un entrata in campo quasi simultanea alla sua sostituzione per infortunio (doveva essere il valore aggiunto), Taino è fuori ruolo, Possenti, Tsila, Pisani largamente insufficienti, Bastone che risponde all’appello solo per ergersi a protagonista di un rigore da Gialappa’s. Una squadra senza capo ne coda ora chiamata non a salvarsi, ma a difendere l’onore di una maglia calpestato da 10 sconfitte consecutive. Una società che deve dimostrare di avere il capo e non solo nascondere la coda con dimissioni programmate che ai più hanno ricordato comportamenti alla “Schettino”. Se si deve affondare sarebbe il caso di farlo tutti insieme, degnamente e senza tirarsi fuori prima che la nave tocchi il fondo. Se non si ha la voglia o i mezzi per arruolare nuovi marinai che sappiano strambare la rotta, si abbia il coraggio almeno di metterci la faccia fino all'ultima giornata. Come faranno i giocatori e come faranno i tifosi. Unica eccezione consentita farsi da parte per lasciare spazio a nuove risorse che possano perlomeno garantire una retrocessione dignitosa e non umiliante come sta avvenendo.
Flavio Vergani

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