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Un angelo in volo che protegge la Pro Patria dalla punizione di Gasbarroni, un Jiday elegante nella corsa e preciso nell’applicazione, un professore di calcio che insegna la materia, un ragazzo con i colori della Pro Patria tatuati sul cuore che corre e rincorre chi gli capita in zona, un giovane più nero e blu che bianco blu che spazza via ogni dubbio su di lui mettendo la museruola a chi ,per mettersi in mostra, ha dovuto inventarsi il gesto del “lama“, perché altro non gli era rimasto. Sono queste le fotografie rimaste nella memoria di chi è tornato da Gorgonzola con un po’ del vecchio orgoglio nel cuore e nell’anima. Una partita di quelle che amano i tifosi, che li fa sentire in campo con i ragazzi per rinforzare la trincea e proteggere questi giocatori comandati da un generale bergamasco dalle mani grosse e dal cervello fine. Momenti unici che trasmettono appartenenza a questi magici colori che si amano a prescindere da tutto il resto, perché sono maledettamente affascinanti. I minuti passano, i ragazzi arretrano, il fiato si fa corto ed ecco la curva scendere in campo con decisione. Si guardano negli occhi i giocatori per fargli capire che non sono soli. Un sostegno che, se meritato, è sempre generoso. La gente ha capito che il patto di mister Pala con i giocatori è lo stesso che fa parte della storia della Pro Patria : gioca chi corre e suda la maglia fino alla fine, senza sconti. Filomeno prima e Costa dopo sono andati dietro la lavagna e questo ha certificato che questa volta non si può scherzare con nessuno. “Meglio zero punti che zero dignità” recitava lo striscione di welcome all’ex patron Vavassori che stava a significare la ricerca della identità perduta da parte del popolo tigrotto. Ecco perché in queste due partite non si sono fatti due punti, bensì sei punti. Si è vinta la sfida più importante che non conta il numero delle palle entrate in porta, ma chiede di avere le palle sempre e comunque. Intanto si scalda ai box gente come Sampietro, Degeri e Marchiori, in attesa di Bigazzi, gente che ha dimostrato da sempre di avere gli attributi, vista la loro militanza nei campionati professionistici. Crediamo che siano impazienti per tornare a disposizione di un allenatore vero e ritrovare una squadra vera per dare merito a chi li ha voluti a Busto, gratificandone la scelta. Tempo fa scrivemmo che la situazione in casa Pro Patria sembrava da “fantascienza” visto quanto stava accadendo. Adesso, è tempo di tornare nella realtà e dimostrare le proprie qualità.
Sabato arriverà il Padova, il significato di questo match solo Pisani lo potrà capire fino in fondo. Peccato che non ci sarà. Fatevelo raccontare negli spogliatoi, crediamo che Andrea abbia ancora addosso tanta rabbia  che non sarà difficile capire quello che è successo. O meglio, quello che non è successo e sarebbe dovuto accadere. Anche in quell'occasione si cadde nella fantascienza, ma forse quella volta più che un colpo del destino fu colpa di un regista che decise di cambiare il finale di un film che non poteva che essere a lieto fine. Qualcuna, con dubbio gusto, mostrò un tatuaggio con scritto : 21 giugno 2009 Serie B. Ora, quella società ha già subito la vendetta del tempo che l'ha fatta sparire dal panorama calcistico nazionale. Il nuovo Padova si è ripulito dall'onta del fallimento che ha cancellato ogni tatuaggio, anche il più provocatorio. Chissà che adesso la storia ripulisca e risarcisca i molti superstiti di quel giugno 2009 regalandogli una vittoria che avrebbe mille significati.
Flavio Vergani



Su belli duri!

Flavio Vergani

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