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Più che un titolo per un articolo sulle vicende della Pro Patria sembra uno di quelli della celebre scrittrice inglese Jane Austen, ma d’altronde questo è il nostro momento.

Da una parte ci sono i lamenti e questi possiamo raggrupparli in tre categorie:

  • lamenti societari; non sono infatti passati poco più di due mesi dall’insediamento della nuova società che già una parte di essi, e cioè la “fetta più grande”, sembra, con le sue mosse, volersi defilare. Come mai tutto ciò? Non mi azzardo né a fare ipotesi che possono rivelarsi sbagliate né a reclamare il ritorno di chicchessia del recente passato come qualcuno ha paventato (libero di farlo) dato che, per prima cosa, non sono né masochista né mi piace sceglie il male minore. Voglio sempre il meglio, soprattutto per la Pro! L’unica cosa che mi sento di dire è che chi fino ad ora, con le loro mosse, la maggioranza sembra veramente voler levare gli ormeggi; se non è così chiarisca al più presto le sue reali intenzioni senza lasciare tutto sulle spalle di Patrizia Testa, la quale ha ben chiaro dove punta la sua bussola, le quali sono sì solide ma che non possono reggere da sole tutto il peso della situazione;
  • lamentazioni sportive, e cioè sulle prestazioni di chi scende in campo. Purtroppo per ora questo passa il convento, in attesa che magari ci siano presto nuove elargizioni di benefattori. Speriamo solo di non perdere il treno …
  • lamentazioni sentimentali da parte di tutti quelli che speravano di trovare quella sicurezza e tranquillità societaria che purtroppo tarda sempre a venire.

Infine l’indifferenza; forse questo è un sentimento solo mio verso l’avversaria che affronteremo domenica, e cioè la Reggiana. Chi l’ha definita “la partita delle partite” secondo me sbaglia dato che sentimenti del genere io personalmente li provo solo verso Legnano, Varese e Novara, le nostre naturali rivali e non certo verso gli emiliani. Posso capire chi prova risentimento per questa società per i fatti di cui siamo tutti a conoscenza, ma sinceramente mi sento di dire “chissenefrega”; affrontandoli come faremmo con qualsiasi altra nostra “competitor” del girone. Secondo me la miglior arma che si possa usare è proprio l’indifferenza; ogni altro atteggiamento, a parer mio, porterebbe l’effetto contrario. Certo, e su questo sono d’accordo, sarebbe bello fare i primi punti contro con loro …

In questo momento consiglio solo di restare tutti uniti e stringere nuovamente i denti, sebbene questi siano al limite del consumo. Cerchiamo di dimostrare ancora una volta l’amore che ci lega a questi colori!

Nell’attesa di tempi migliori, e che il cielo ci assista, sempre forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

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