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Un punto che vale oro. Non in termini di classifica dove con la penalizzazione in arrivo si andrà sotto zero, ma in termini motivazionali e di autostima. La certezza di poter far risultato contro chiunque è arrivata e da qui occorre ripartire. Tra un mese la squadra potrà essere ridisegnata con il recupero dei vari Sampietro, Jiday, Degeri, Marchiori e dei rinforzi di gennaio. Occorre tenere duro e arrivare al nuovo anno con un piccolo gruzzoletto di punti, per non allontanarsi troppo da chi sta subito davanti. Con la Reggiana si è vista una squadra che ha tenuto a livello fisico fino alla fine della gara, senza crampi per nessuno e con la forza di pressare, questo è un secondo segnale positivo. “Siamo nella giungla” ,ha detto mister Pala, conscio dell’emergenza che la squadra sta vivendo e, ha aggiunto, “mi comporto di conseguenza”  in attesa di diventare un english man in giacca e cravatta. Il mister è uno che “ha le palle” e lo ha dimostrato per tutto il match durante il quale più che una pala è sembrato essere un forcone. Ha svegliato dal torpore Carcuro dopo il suo inizio timido di match, ha catechizzato Montini con un face to face risolutorio, ha fatto capire a Filomeno che prima di diventare grandi occorre essere umili, raccomandava insisitentemente a La Gorga  di “tenere svegli” i suoi compagni di difesa. Insomma, un dodicesimo uomo in campo ricco di grinta e ardore agonistico, un uomo che sta dando una organizzazione di gioco e un carattere a questa squadra. Un allenatore ruspante dalle scarpe grosse e cervello fine. Ovviamente, questo non è sufficiente per tornare a sperare, occorre qualità. Come quella messa in mostra da Michele Ferri che ha dato lezione di calcio per tutto il match bagnando le polveri da sparo ad Arma, uno temutissimo da tutte le difese, riuscendo al contempo a trasmettere tranquillità all’intera difesa. Ne ha beneficiato Zaro, autore di una partita perfetta a livello tattico impreziosita da quella rapina del pallone operata ai danni di un Giannone che nulla ha fatto per far cambiare idea ai tifosi bustocchi sul suo conto. Una Pro Patria brava a sfruttare le motivazioni derivanti da una partita che per l’ambiente non poteva essere uguale alle altre. Sotto questo punto di vista la gara è stata nettamente vinta dai tigrotti che hanno dimostrato di voler gettare il cuore oltre l’ostacolo pur di non cedere al nemico reggiano. Non abbiamo invece visto analogo ardore e motivazione negli ex tigrotti della Reggiana i quali non hanno mai dato l’idea di giocare una partita “pro Vavasssori, seppur allo stesso debbano riconoscenza per averli valorizzati e portati in blocco in un progetto potenzialmente vincente. Adesso, se vogliamo, arriva il difficile, visto che dopo il picco motivazionale di sabato scorso, occorre mantenere alta la tensione e non cadere nello stesso errore nel quale è incappato Filomeno che dopo il goal di Bergamo si è imborghesito. La gara di domenica a Gorgonzola dovrà essere affrontata con il coltello tra i denti per cercare la prima vittoria del campionato. Con la Reggiana è come se la Pro Patria avesse vinto, ma in realtà è comunque arrivato solo un punto.  Adesso, occorre vincere davvero, senza arretrare di un centimetro in termini di voglia, grinta e agonismo. Con una certezza in più nell’animo, quella di poter competere con tutti ammesso che si corra, ci sia mutualità e si metta nel cassetto ogni mugugno. Salvarsi sarà una grande impresa, ma solo i grandi uomini possono compiere grandi imprese. L’occasione è ghiotta, non lasciatevela sfuggire.  

Flavio Vergani

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