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Non poteva arrivare che con la Reggiana il primo “pa Reggio” della stagione che ha premiato i ragazzi di mister Pala per l’abnegazione con la quale hanno affrontato la gara.Un match pieno di significati dopo il trasloco pilotato da Vavassori verso Reggio dell’argenteria bustocca che oggi ha brillato davvero poco, tanto da sembrare latta. L’accoglienza per l’ex patron Vavassori è stata piena di indifferenza, solo qualche fedelissimo lo ha voluto salutare, mentre il settore popolari ha srotolato uno striscione che citava: “ meglio zero punti che zero dignità” al quale ne è stato affiancato un altro del tutto eloquente che potete vedere in foto. Insomma, ironia educata sugli spalti che hanno avuto la più grande soddisfazione nel centrare il primo risultato utile proprio contro il clone della Pro Patria. Un presunto squadrone apparso a Busto come una normale squadra di categoria. Latitanti in tribuna il direttore generale Raffaele Ferrara che ha preferito seguire la gara al sicuro nel recinto adiacente all’ingresso della zona spogliatoi e Mariano Armonia, osservatore della Reggiana, che ha osservato direttamente dalla curva ospite. Con lui, Ivan Vavassori, figlio del patron che, dopo aver risolto il suo contratto con il Legnano, ha scelto di presentarsi allo Speroni in curva, indossando la maglia della Reggiana, poi baciata a fine partita. Con lui non sono mancati sfottò a distanza con la tifoseria bustocca che mai ha preso in simpatia il ragazzo dopo qualche episodio deplorevole accaduto nel periodo nel quale era tesserato per la Pro Patria. Insomma, patron a parte, tutti hanno girato al largo dalla tribuna per evitare ogni problema. In campo undici tigri contro undici giocatori a tratti apparsi leziosi e presuntosi, forse convinti di fare un solo boccone della tigri. Il solito Giannone tanto fumo e  poco arrosto trovava il tempo di farsi umiliare da Zaro che gli sfilava il pallone tra i piedi e ripartiva alla grande verso la porta avversaria tra il boato dello Speroni. Cose che valgono il prezzo di un biglietto. Gli ex tigrotti Bruccini e Siega erano semplici comparse, mentre Spanò tentava di fare il furbo con Taino con uno di quei contatti proibiti atti a provocare l’espulsione dell’avversario, ma gli andava male. L’arbitro non vedeva, ma il pubblico si e ognuno potrà giudicare da sé se fosse il caso o  meno di fare il fenomeno proprio contro un suo ex compagno. La classe non è acqua e lo stile non si compra al mercato. In mezzo a tutto questo un rigore netto per la Pro Patria non dato dall’arbitro che come sempre accade vede e non vede quando gioca la prima, o presunta tale, contro l’ultima. Che i giocatori della Pro Patria dovessero svegliarsi era cosa nota, ma che qualcuno pensasse di farlo in piena notte per disturbare il sonno di qualche tigrotto è davvero curioso. Forse era solo il call center della Telecom che aveva intenzione di proporre un cambio tariffa a Taino, sta di fatto che deve essere qualcuno che ha il vizietto visto che già ai tempi del Savona il “Barba” riceveva proposte di cambio operatore in piena notte. Va bene che la tariffa “night”è conveniente, ma accanirsi in tale modo ci sembra davvero esagerato. E se non fosse il call center? Qualcuno è certo che la provenienza della chiamata sia in teleselezione e non mancano certezze sul prefisso, ma di questo se ne occuperà qualcun’ altro. Sta di fatto che svegliato uno si sono svegliati tutti e alla fine quella che doveva essere una partita senza storia ha portato il primo punto in casa Pro Patria. Forse era meglio risparmiare il gettone e pensare di svegliare quelli della Reggiana e non quelli della Pro Patria. Sarebbe costato, forse, anche qualche scatto in meno. Rispetto a Pordenone e Cittadella visti a Busto, questa Reggiana è parsa davvero poca cosa. A parte Angiulli e Parola, il resto della squadra non ha incantato. Forse, come ai tempi della Pro Patria, Giannone è un lusso che la Reggiana non può permettersi visto che appena ha immesso in squadra Pesenti ha cambiato marcia. Che dire della Pro Patria se non che la difesa ha superato l’esame di maturità con un Ferri stratosferico, uno Zaro davvero bravo? Dopo la sconfitta con il Cuneo tra le urla dei tifosi delusi dicemmo che a nostro avviso con i rientri di Jiday, Degeri e Sampietro e con l’arrivo di un centrocampista stile Manicone  e due punte stile Cozzolino o Serafini, questa squadra potrebbe giocarsela fino alla fine. Le cose dette dopo le sconfitte valgono di più di quelle dette dopo le vittorie, continuiamo a pensare che fin che c’è vita c'è speranza. Alla fine l’apoteosi. Il sogno di fermare la Reggiana è diventato realtà e vedere gli ex uscire a testa bassa dallo Speroni ha regalato ai tifosi un risarcimento morale da tempo atteso dopo il saccheggio avvenuto due stagioni fa. Il tempo è galantuomo. A fine gara una mano anonima ha corretto lo striscione iniziale che ora cita: “meglio un punto che zero dignità”.


Flavio Vergani

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