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Continua il silenzio in casa Pro Patria che si appresta alla trasferta di Alessandra con le solite numerose assenze. Ma , forse, non è questo l’aspetto che più preoccupa l’ambiente che si sta sempre più interrogando sul significato delle ormai frequenti lontananze dei dirigenti bustocchi di riferimento dallo Speroni. E non parliamo solo durante le gare ufficiali.  Lontananze che potrebbero non essere solo “fisiche” e giustificate da altri impegni, ma soprattutto di sostanza in termini di coinvolgimento nell’avventura appena iniziata. Un silenzio troppo prolungato ed ingiustificato che sempre più assomiglia ad un rifugio per una dirigenza delusa dai risultati e forse non solo da quelli. Una trincea dietro la quale muoversi per preparare il terreno ad una uscita anticipata dalla battaglia? Ipotesi da confermare ma che, vista l’aria che tira, non sarebbe pura fantasia. Sta di fatto che non si percepisce entusiasmo, voglia di programmare al di là dell’esito di questo campionato, unità di intenti e feeling tra le diverse componenti societarie. Insomma, sembra che quel che era incerto all’inizio dell’avventura giustificato dal noviziato, non stia migliorando nel tempo. Anzi, i segnali che si percepiscono non lasciano intendere nulla di buono. Un silenzio ingiustificato che stentiamo a capire in che aspetto venga ritenuto produttivo dalla società, visti i risultati in campo e fuori. A parte Patrizia Testa che sa sempre si sta prodigando per i colori biancoblù e che non ha mai fatto mancare la sua presenza di nome e di fatto, non si percepisce analogo “commitment” degli altri dirigenti. Collovati compreso, che dopo la contestazione subita in occasione della sconfitta con il Cuneo sembra essersi defilato dalla scena.Da capire anche la strategia che verrà seguita per rinforzare la squadra che passa dall’acquisto di cinque giocatori di categoria per tentare la grande impresa della salvezza. Attendere il mercato di gennaio per sfoltire la rosa e liberare slot in rosa per i nuovi arrivi appare scelta del tutto inutile. Come si potrebbe sperare di ribaltare i verdetti del campo con il solo girone di ritorno a disposizione? Forse, soluzione migliore potrebbe prevedere una generosa cessione di giocatori in serie D nel mercato dilettanti che si aprirà dal 1 al 7 dicembre, per poi rivolgersi agli svincolati da subito. Ma, per fare questo, occorrono soldi, tanti soldi. Questa non è però una sorpresa visto che chi ha scelto di acquistare una squadra di Lega Pro conosce perfettamente gli investimenti necessari per poterla frequentare almeno in modo dignitoso. Giancarlo Bacchi qui sarebbe molto incisivo con la sua nota frase proposta in più di un'occasione alla precedente dirigenza: "Se te ghe nò i daneè sta a cà tua". A inizio campionato si chiedeva ai tifosi di credere in questa società e sottoscrivere 1000 abbonamenti. Oggi, l’impressione è che ancora una volta chi ha risposto “no., grazie” abbia avuto ragione. Per l’ennesima volta. Rimangono quelli che dicono sempre si, sempre meno, sempre più delusi, sempre meno considerati, sempre più umiliati. Crediamo che oltre chiedere, occorra anche dare. Per ora, il bilancio per i tifosi piange: due stagioni fa retrocessi virtualmente e salvati solo dal blocco delle retrocessioni. L’anno scorso retrocessi sul campo e salvati solo dalla riammissione, quest’ anno ultimi a zero punti dopo nove giornate. Se poi sommassimo il sogno mancato della serie B per quanto accaduto, la retrocessione con i Vender poi evitata dal ripescaggio, la mancata promozione nella finale di Salò, la retrocessione con i Tesoro, potremmo consegnare ai tifosi rimasti il premio dell’autolesionismo. Il tutto intervallato solo da una promozione con sfumature tristi e da un "campionato vinto" in modo platonico, ossia senza consumare il passaggio di categoria causa l'ennesima penalizzazione. Quella volta made of "Tesoro", seguite da quelle "made of Vavassori" e infine quelle "made of Ulizio". Forse, a questi tifosi rimasti, invece del silenzio, occorerebbe regalare una parola di ringraziamento che da troppo tempo manca. Crediamo se lo meritino, al di là di qualsiasi altra considerazione. Ovviamente, un grazie concreto che dimostri che anche alla dirigenza interessa questa squadra quanto ai tifosi.  

Flavio Vergani

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