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Partendo dal presupposto che si dice “il Pro Piacenza”, non ce ne vorranno i nostri recenti avversari per questo momentaneo cambio di genere, alla luce in primis della loro vittoria e del fatto che i sottoscritti vengono spesso chiamati “il Pro Patria” e non “la Pro Patria”. Un po’ per uno non fa male a nessuno …Purtroppo siamo qui a parlare della nona sconfitta consecutiva e le parole da dire sono ormai poche … gira gira si tornerebbe a ripetere le stesse cose rischiando di diventare noiosi. Anche il dire di pazientare sta diventando ormai stantio come l’elencare le ragioni di tutta la situazione; il ricordarle poi rischia di dare un alibi a dei giocatori che di alibi ormai non ne hanno quasi più. L’unica cosa in più che mi sento dire è che, solitamente, quando si cambia l’allenatore si ha una scossa non solo a livello psicologico, come ad onor del vero si è visto in questi due ultimi match, ma anche di classifica, cosa che a questo livello invece, purtroppo, non si è ancora vista. L’accontentarsi solo della prestazione oramai non basta più perché poi gli avversari davanti non ti aspettano bensì scappano, con il rischio di non riprenderli più.Mi dispiace non dire di più ma sinceramente non ho altre parole, e questo mi duole perché tutto ciò che sta succedendo dà ingiustamente conferma a quanti stanno parlando male di noi. Quello che però mi sento di dire è che tutti dovremmo remare nelle stessa direzione, a partire dal fatto che dovremmo concentrarci di più sui fatti del campo e non su quello che si dice fuori, aspettando magari a trarre facili ed ingiuste conclusioni.Seppur fiaccato comunque spero sempre che prima o poi le cose possano finalmente girare e, nel giorno di “Tutti i santi”, non possiamo che appellarci a loro per un nuovo miracolo.

ANDREA D’EMILIO

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