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Tra i ricordi del presidente Roberto Centenaro
Il compleanno, un appuntamento fisso di ogni anno che regala un cocktail di emozioni, nostalgie e malinconie che diventano prevalenti con il passare degli anni.
Un giorno che aiuta a riflettere e ricordare, una tappa obbligata che quasi permette di pensare chi si era, chi si è e chi si vorrebbe diventare. Un giorno che rimane comunque di festa per chi ha saputo essere sè stesso sempre e comunque, anche a costo di rinunciare alle scelte facili, spesso sinonimo di comodità, ma non di personalità.
E' bello sentire il racconto della sua storia, di quando aveva deciso di percorrere una strada professionale che sembrava un'impresa, fino a farla diventare la sua impresa.
Si sentono ancora nelle pieghe della sua voce narrante le sofferenze vissute e i sacrifici provati per arrivare in cima alla montagna. Bello è sentire i cambi di tonalità quando il racconto arriva a narrare i tempi moderni, quando finalmente ha piantato la bandiera sulla sua vetta. Una cima che dopo aver raggiunto con il suo lavoro ha voluto raggiungere con la bandiera della Pro Patria nello zaino.
Non senza difficoltà. Roberto non ha trovato una via attrezzata perché spesso non ha trovato pareti chiodate e quelle che lo erano nel passato le ha scoperte con più di un chiodo mancante.
Ha attraversato instabili ponti tibetani, ha scollinato su distese ghiacciate dribblando molti crepacci, ha resistito al vento contrario, senza mai farsi intimorire dai fulmini e dai tuoni il cui rimbombo lo hanno accompagnato per molto tempo durante il suo cammino. Un eco fastidioso e persino noioso che ha saputo confinare fuori dalla sua tenda, nella quale mai sono mancati i suoi affetti più cari che lo hanno stimolato a tenere duro e fissare lo sguardo sempre verso la vetta.
Il suo cammino dura da sei anni durante i quali ha perso qualche compagno di viaggio, ha trasformato molti sherpa del passato in guide esperte del presente, ha condiviso la rotta senza nascondere a nessuno la bussola, non ha mai reclamato il privilegio di piantare per primo la bandiera in cima ai successi.
Per questo pensiamo che il suo compleanno sia arido di rimorsi e ricco di soddisfazioni, povero di rimpianti e ricco di certezze.
Per questo pensiamo che il miglior regalo per Roberto sia quello di riconoscergli il valore di quello che è e di quello che ha fatto con passione, forza e abnegazione.
Un regalo semplice ma ricco di significati che Roberto saprà cogliere con la sua solita sensibilità. Un regalo che crediamo sia firmato dai tanti che gli vogliono bene da sempre. Roberto ha saputo essere il presidente di tutti i tifosi, un' impresa che mai era riuscita a nessuno nel passato. Un giorno, senza che se ne accorgesse, gli abbiamo sfilato dallo zaino la sua calcolatrice e scoperto che la stessa fa solo addizioni e moltiplicazioni, ma non sottrazioni e divisioni.
E, dal quel giorno ,abbiamo scoperto il suo segreto e capito il motivo per cui con lui i conti tornano sempre.

Auguri Presidente.
Direttivo Pro Patria Club


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