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La Pro Patria vince la prima gara di campionato con la Cremonese salutando nel migliore dei modi i propri tifosi prima della chiusura di un 2015 che certamente non è stato noioso per le molte vicende accadute. E’ passata una manciata di secondi dall’inizio della partita e il nuovo arrivato D’Alessandro risponde ai molti tifosi che si chiedevano chi fosse il numero otto distribuendo il proprio biglietto da visita allo speaker Andre Scalvi che lo legge al pubblico a gran voce: “goal di D’Alessandro”. Il calcio non si inventa e da sempre premia la qualità e anche questa volta si è visto come un giocatore dotati di esperienza e tecnica possa cambiare il volto di una squadra. Ferri lo aveva già confermato in difesa, ora si ha conferma a centrocampo, in attesa degli attaccanti.Lodevole l’impegno dell’undici bustocco incitato per 95 minuti da mister Pala che è lo specchio di questa squadra che non molla di un millimetro difendendosi con i denti  e con le unghie. La Cremonese grandi nomi, come Pacilli, Guglielmotti, Brighenti e con Pea in panchina ha dapprima snobbato lo svantaggio forse con la certezza di poter ribaltare facilmente il risultato. Poi, i minuti passavano e l’ansia e la frenesia sono stati cattivi compagni di avventura. Il forcing finale ha prodotto solo una traversa e una occasione magicamente sventata da La Gorga ( per lui sirene dalla serie B). In tribuna Beppe Baresi scrutava i giocatori della Cremonese in cerca di talenti, ma forse è rimasto abbagliato dalla grinta e dalla voglia di vincere dei tigrotti. Spettatori presenti circa cinquemila a giudicare dal tuono che si è alzato dagli spalti quando i tifosi hanno capito che era ora di sostenere le tigri stremate. Un’emozione per sempre vivere questa magia, spalti semi vuoti ma l’urlo della tigre che si alza prepotente e fa tremare le budella.Poi la vittoria, meritata dai ragazzi, dal presidente che finalmente ha esultato con il sorriso sulle labbra e per la signora Testa che a poco dal termine è scivolata via in stile Boniperti, stremata da quei minuti che sembrava non passassero mai. Questa è la nostra squadra, che vinca o che perda. D’acciaio inossidabile, dura, tosta, fastidiosa come il gesso sulla lavagna, coriacea e determinata. Questa è la strada giusta da percorrere, ovunque essa porti. Il finale è solo un dettaglio. Questa è la Pro Patria, il resto è nebbia.

Flavio Vergani

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