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Termina il 2015, un anno difficile per la Pro Patria che ha subito una retrocessione sul campo e l’umiliazione del calcio scommesse. Alla prima disgrazia si è rimediato con la riammissione, per la seconda si è in attesa di giudizio, anche se è paradossale che una società debba aspettare così tanto per conoscere il proprio destino. Un anno che ha visto concretizzarsi il passaggio di proprietà societario con l’arrivo della tanto desiderata “bustocchità”, da molti reclamata come “conditio sine qua non”per svegliare il territorio, per costituire un network di sponsor in grado di rilanciare l’antico blasone biancoblù. Può darsi che gli stessi abbiano perso l’indirizzo della sede della Pro Patria, oppure non trovano sulla rubrica del telefono della Telecom il numero di Patrizia Testa, sta di fatto che al momento si registra la solita calma piatta. Le dichiarazioni di Patrizia Testa rilasciate alla vigilia di Natale fanno riflettere. La stessa ammette che quanto le fu pronosticato dall’ex patron Vavassori a riguardo di una precisa situazione  si è puntualmente confermata. Che l’ex patron sia bravo nei pronostici è noto nell’ambiente, ma crediamo che lo stesso non si riferisse a un risultato del campo, bensì a qualche tradizione ormai consolidatasi negli anni che lo ha visto coinvolto nel ruolo di vittima predestinata, visto che anche i precedenti inquilini di via Cà Bianca lamentarono lo stesso destino. Se l’istinto non ci tradisce crediamo che si stia parlando di qualche promessa, o meglio, delle solite promesse che da sempre chi arriva a Busto dice di aver ricevuto dai soliti noti, ma che spesso il tempo disperde al punto che anche chi tali promesse le avrebbe fatte le smentisce categoricamente. Un film già visto nel passato che sembra essere perennemente proiettato sugli schermi biancoblù. Nel passato la “querelle” riguardò la realizzazione dei campi di allenamento che l’amministrazione comunale dava per “fatti”, mentre il patron dava per sfatti, causa presenza di potenziale rischio ambientale.Un match che andò alle calende greche fino a che il patron si scocciò e passo oltre. Domanda: se era tutto pronto ai tempi, cosa manca per realizzarli adesso? In primavera cambierà la giunta comunale e non vorremmo accadesse quel che di solito accade, ossia che le promesse le avevano fatte gli altri, non noi. In questi casi l’iter riparte da zero e chi si è visto si è visto. Oppure, Patrizia Testa allude ad altro quando dice che è accaduto quello che il patron le aveva predetto? Cosa mai potrebbe essere successo di diverso da quello che è successo? Crediamo non sia difficile comprendere che non essendo accaduto nulla, questa sia la solita vera novità. Una profezia facile, quella del patron, che non è stata certamente una magia. Non è accaduto nulla prima, cosa vuoi che accada mai dopo? Gli inglesi dicono “no news is a good news” i bustocchi l’hanno declinata in “no news is a bad news”, ma tu “mica vorrai far l’americano? Da capire se anche questa volta qualcuno abbia fatto la promessa prima della messa. Se così fosse il mistero sarebbe risolto senza farci venire il mal di “testa”. Altro passaggio importante delle dichiarazioni di Patrizia Testa riguardano la sua volontà di partecipare attivamente al calcio mercato invernale , seppur senza entrare nel merito tecnico. Nel passato aveva concesso ampie deleghe allo staff dando l’impressione di fidarsi ciecamente delle competenze presenti in società. Visti i risultati ottenuti si è forse convinta che non serve il supercorso di Coverciano per capire se uno è bravo o è una pippa. Un cambiamento che sposiamo completamente visto che, per quel poco chi sappiamo, le scelte da lei “sponsorizzare” si sono rivelate vincenti. E poi, chi mette la pecunia deve avere il sacrosanto diritto di essere certo di chi e di come si sta acquistando. “Si potevano tesserare subito 16 giocatori e non 24”, ha inoltre dichiarato l'a.d bustocca, un’altra conferma che qualche errore nel passato è stato fatto e che non servivano doppi direttori tecnici per coniugare il buonsenso. Per cui, onde evitare di ricadere in errori del passato, ecco il double check sulle future scelte di mercato. Ingenuità del passato del tutto comprensibili, visto che nessun si improvvisa dirigente sportivo su due piedi, ma forse un po’ di consulenza esperta della categoria sarebbe servita, soprattutto se a costo zero come per taluni sembrava esistere. Si diventa esperti solo sbagliando, l’importante è far tesoro degli errori e crediamo che questo sia stato ampiamente fatto. Infine, due parole sull’”amico” che aiuta Patrizia Testa, un amico della Pro Patria da sempre il cui nome non è per niente difficile da identificare. Un errore nel passato esserselo fatto sfuggire, forse per lo stesso motivo per il quale ora è qualcun' altro costretto a traslocare da altre piazze. Fare calcio a Busto permette di fare ciò che da altre parti non è possibile nemmeno pensare. La differenza è quella che passa tra lavorare da un artigiano dove il flusso delle decisioni è verticale ed immediato, rispetto a chi lavora in una multinazionale dove i processi decisionali sono orizzontali e coinvolgono complesse gerarchie. Il segreto del successo in questo secondo caso è il coinvolgimento del team, il rispetto dei ruoli e l’attenzione del processo decisionale. Certamente, anche chi ha ben lavorato da un artigiano fatica ad ambientarsi in una multinazionale. E, anche questa volta, sembra stia andando così. Anche qui, esperienza insegna e forse qualche scelta oggi sarebbe diversa. Facile ricevere l'applauso nel '"one man show", diverso è emergere come solista in una orchestra di professori del conservatorio. Altro a riguardo di cui ha parlato Patrizia Testa con Vavassori alla vigilia di Natale non è dato sapere,  ma certamente di qualcosa d'altro si è parlato…Insomma, non sono stati solo auguri…
Flavio Vergani

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