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Tra una bicchierata e l’altra si sta chiudendo l’anno, ma in casa Pro Patria non ci sarà da riposarsi oltremisura vista la necessità di intervenire sul mercato per potenziare il reparto offensivo. I nomi ormai sono noti, ma c’è da capire se le richieste economiche dei diversi candidati collimeranno con il budget societario che in mancanza di sponsor forti e di nuovi soci non potrà garantire grandi ambizioni. Purtroppo, sembra emergere che nonostante gli sforzi messi in opera da Patrizia Testa ed Emiliano Nitti il territorio non risponda agli inviti di collaborazione come sperato e auspicato. Si conferma quanto già rilevato nel passato, ossia che la città è piena di gente orgogliosa della Pro Patria, nome con il quale spesso  e volentieri in molti si vantano e del quale si sentono fieri da appartenere, ma per la quale non sono disponibili a fare nulla per aiutarla. Se nel passato il catalogo di giustificazioni aiutavano a trovare la scusa perfetta per uscire con classe dall’accusa di immobilismo, oggi le scuse stanno a zero. Chi ha sempre ricondotto la propria indisponibilità alla non “bustocchità” della dirigenza, piuttosto che alla non convincente serietà di qualche componente del board, o , infine, allo scarso feeling con chi, seppur economicamente forte, non sempre ha mostrato simpatia verso la città, ora dovrà inventarsi qualche altra scusante visto che con la coppia Testa-Nitti la realtà è completamente cambiata. Quel che sembra non cambiare è invece la lontananza della città, pronta a indossare la maglia biancoblù appena la stessa comunica vittoria, senza però mostrarsi interessato alle sue vicende nei momenti di difficoltà. Più che orgoglio lo chiameremmo opportunismo e più che senso di appartenenza lo chiameremmo senso di convenienza. Che poi qualcuno degli eterni assenti si permetta anche si lamentarsi per gli scarsi risultati della squadra fa piombare la situazione nel grottesco. Questa città si è scoperta appassionata e competente di volley femminile dopo le vittorie della Yamamay. Prima, quando il palazzetto dello sport era abbandonato tra erbacce e rifiuti, se ne era strafregata alla grande. Non vorremmo che tra qualche anno Busto si scopra appassionata ed esperta di hockey su ghiaccio nel caso lo scheletro del palaghiaccio, ora frequentato dalle pantegane in quel di Beata Giuliana, ritrovi nuova vita grazie a qualche imprenditore coraggioso. Se così fosse si sarebbe trovata la soluzione anche per la Pro Patria, basterà lasciare lo Speroni al libero degrado per qualche anno e appena qualcuno ne rileverà i ruderi rendendo vincente il progetto, la città si troverà magicamente coinvolta in una nuova passione riempendo gli spalti dello stadio. Tornando alla realtà, nella giornata di ieri è rimbalzata la voce da Terni secondo la quale la società avrebbe ingaggiato il portiere Eddi Gava, classe 1994 che dovrebbe sostituire La Gorga infortunatosi al setto nasale nel match di Mantova. Da capire se è solo questo il motivo del presunto ingaggio o se dietro si nasconde anche la possibilità di cessione del portiere bustocco sul quale hanno messo gli occhi più di una società di serie superiore. Intanto, nella giornata di ieri, il presidente Emiliano Nitti è stato eletto consigliere di Lega Pro durante l’assemblea che ha eletto Gabriele Gravina successore di Macalli. In bocca al lupo al presidente per questo  suo  esordio politico-sportivo da parte di tutti i tifosi bustocchi.

Flavio Vergani

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