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No, così non può proprio andare. Lo spettacolo offerto oggi dalla nostra Pro Patria non è stato degno sia delle nostre aspettative sia, e soprattutto, non degno di loro dopo che, giornata dopo giornata, avevano mostrato segnali di netto miglioramento.Inutile prendersi in giro o trovare appigli, oggi la Pro ha fatto dei netti passi indietro; non che il Renate abbia fatto molto di più per meritarsi la vittoria ma quel poco che ha fatto, soprattutto là davanti, è bastato per condannarci ad una cocente sconfitta che non compromette le nostre chanche salvezza ma rende ancora più ripida la nostra risalita. Se si vuole intraprendere quest’ultima però si deve per forza di modi cambiare registro; certo, partite “no” possono capitare ma più si va avanti più passi falsi del genere non devono essere commessi.
E’ mancato tutto oggi; atletismo, testa, grinta con quest’ultima che ha tradito il nostro Marco Taino che ha commesso un fallo che, vista la posta in palio, non bisognava essere commesso. A Marco vogliamo tutti bene ma oggi è stato, in tutti i sensi, da “cartellino rosso” ma, essendo l’anno della misericordia (ma anche se non lo era), lo perdoniamo a patto che ciò non accada più. Sicuro che il primo mortificato per quanto accaduto (visto l’amore che ha per la Pro) è lui mi sento di dire “forza Marco, siamo sempre con te!” Chi vorrei anche incoraggiare è mister Pala il quale proprio prima del goal, forse capendo che le cose stavano volgendo al peggio, aveva invitato la squadra a non schiacciarsi nella sua metà campo; possiamo solo intuire l’amarezza che deve provare il mister il quale sta dando anima e corpo alla causa. Anche a lui un bel “forza mister, non molli!”
A noi invece spetta restare uniti e sostenere tutti; il nostro calore può essere determinante a non far perdere la fiducia a tutto l’ambiente perché non eravamo “guariti” prima ma non siamo neanche “morti” adesso. Certo, tutti i disfattisti adesso usciranno dalle loro buie tane; cerchiamo di rimandarli da dove sono venuti facendo blocco intorno a squadra a dirigenza. 
Ora ci sarà una settimana per la squadra per capire cosa non ha funzionato e per la dirigenza per fare quello che sa; con la dovuta attenzione e senza troppa pressione lasciamo lavorare tutti. Non è ancora finita e come urlava l’allenatore di Rocky Balboa “non ho ancora sentito la campana!”.
Soprattutto in questi momenti forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

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