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 Il Consiglio Territoriale dell’Ordine si è riunito per discutere la segnalazione di alcuni tifosi della Pro Patria riguardante la presunta mancanza di etica professionale di Giovanni Toia,  giornalista della Provincia di Varese che avrebbe omesso di pubblicare integralmente un comunicato congiunto della tifoseria bustocca impegnata in un braccio di ferro con  Pietro Vavassori,l'ex patron della società bustocca. Il Consiglio dell'Ordine ha discusso il caso e ha assoloto Giovanni Toia da qualsiasi accusa. Queste le motivazioni dell'assoluzione: “A questo Collegio non pare affatto che il contenuto del comunicato dei tifosi sia stato travisato. Il titolo dell’articolo firmato dal giornalista Giovanni Toia («Pro Patria, clamoroso: “Non ci abboniamo finché c’è Vavassori” ») nonché il contenuto rispecchiano infatti, sebbene nella necessaria prosa succinta di un titolo e con le libertà interpretative di un articolo, ivi compreso il diritto di critica, le argomentazioni del comunicato ultras. L’adesione sostanziale di titolo e articolo ai contenuti del comunicato si rilevano ad esempio laddove lo stesso chiede «l’arrivo di una nuova proprietà» e invita «tutta la tifoseria organizzata...i simpatizzanti, i tifosi e gli amici a non sottoscrivere l’abbonamento 2015/1016, riservandosi di organizzare ulteriori iniziative come forma di contestazione a questa proprietà...».
Si sottolinea inoltre che l’articolo non pare travalicare in alcun modo quella forma civile e contenuta richiesta nell’estensione di una notizia, così come richiamata dalla “sentenza decalogo” della Cassazione del 1984. In definitiva, non si rileva alcun illecito disciplinare e nessuna violazione deontologica. Questo Collegio del Consiglio di Disciplina Territoriale dispone l’archiviazione del procedimento in esame per assenza di violazioni deontologiche.

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