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Una persona saggia ha detto che non è che se l’anno finisce magicamente il giorno dopo, dal 31 dicembre al 1^ gennaio, spariscono anche tutti i problemi. Così chi pensava che questo sarebbe potuto succedere anche alla Pro Patria ebbene si sbagliava. La Pro in questo momento è come una persona caduta da un grattacielo e che, miracolosamente, si è salvata rompendosi però tutte le ossa e finendo ingessata nella maniera che ci fa tanto ridere nelle commedie. Per fortuna sua però ha trovato una “mamma”, Patrizia Testa, e un “papà”, Emiliano Nitti, che la stanno amorevolmente curando. Cure e riabilitazione che, visto l’infortunio grave e lo scampato pericolo dalla morte, saranno lunghe ma che sicuramente porteranno alla guarigione del malato. In tutto questo però il malato deve essere supportato anche dagli “amici” e dalle “persone care” che gli stanno intorno, ovvero tifosi e simpatizzanti che lo devono incoraggiare a modo di “effetto Placebo”; dirgli che la situazione è grave e scrollargli la testa davanti con rassegnazione non farebbe altro che allungare la sua riabilitazione. Per fortuna però questo supporto non è mai mancato da parte della maggior parte di noi e al malato sono iniziate ad essere levate qualche benda. A furia di essere ripetitivo vorrei ricordare ancora una volta, a quanti si lamentano, in che situazione ci trovavamo giusto un anno fa, pagandone ancora oggi le conseguenze. E’ facile per queste persone dire: viene poca gente allo stadio (ricordo gli orari strampalati, una crisi economica ancora in corso, una normale disaffezione dopo le ultimi vicissitudini), i giocatori non vengono (il mercato è iniziato oggi e la Pro Patria non è né il Milan, né la Juve, né l’Inter e neanche la Roma e fa quello che può, e comunque un po’ di pazienza) ecc., tutte scuse queste per trovare ragioni a chi ragione non c’è l’ha! Inviterei inoltre gli “eterni critici” a guardarsi le partite in trasferta, dove immancabilmente c’è sempre un buon numero di tifosi (anche se la meta è lontana) che ci sostiene lasciando allibiti chi fa le telecronache. Abbiate almeno il rispetto per costoro! (ma tanto anche lì avranno la scusa pronta). Bisogna finalmente e definitivamente scrollarci di dosso quell’atteggiamento pessimistico che era sì giustificato fino a poco tempo fa ma che ora non ha più ragione d’essere. Possibile che alcuni erano più sereni quando si stava veramente peggio??? Io non ci credo … forza, spostiamo il nostro barometro dall’eterna pioggia al sereno! Inutile dirlo e ripeterlo, ognuno di noi deve fare quello che può per questa squadra! E’ vero, forse sono stato un po’ polemico, e me ne scuso … però con l’anno nuovo è giusto chiarire dove bisogna remare … perché se si naviga a vista senza poi una meta si rischia di sbattere!

Forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

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