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Vi siete mai chiesti il motivo per il quale la Lega Pro è costretta a giocare le gare a “spezzatino” costringendo i tifosi a sopportare orari più disparati e spesso disperati? Il tutto deriva dal progetto Lega Pro channel in “streaming”, ossia la trasmissione in diretta delle gare su “Sportube”. Una televisione online che sta sviluppando il progetto della Lega Pro di dare visibilità al calcio minore. Obiettivo? Generare una richiesta numericamente importante per offrire al mercato pubblicitario una nuova occasione di investimento targettizzato a livello regionale. Ecco spiegata la momentanea gratuità dell’offerta, un modo per far provare il prodotto, conoscerlo e quindi generare una necessità futura. Fa nascere un' abitudine che faccia privilegiare la visione del match in diretta streaming al posto delle presenza allo stadio. Al momento, per motivi tecnici di disponibilità di banda, non è possibile trasmettere tutte le partite in contemporanea per cui le stesse devono essere spalmate in diversi orari in modo da coprire l’intera offerta. Insomma, i tifosi sono vittime di questo progetto ambizioso, ma al momento ancora embrionale. Qualcuno ha esaltato i primi risultati parlando di ben centomila contatti registrati in un turno di campionato. Evidentemente c’è l’obbligo di dire che tutto va benissimo a prescindere dai risultati, visto che una numerica del genere di potenziali clienti farebbe sorridere qualsiasi manager aziendale incaricato di investire in pubblicità. Il “media mix” di qualsiasi azienda già prevede una piccolissima percentuale di budget destinato al web ( inferiore al 10% del totale) e mai verrebbe speso su un canale con soli centomila visitatori ( si spera unici) tra l’altro fortemente targettizzati ( uomini) e quindi non responsabili d’acquisto per la maggior parte dei beni di largo consumo. Una numerica davvero ridicola se si pensa ai milioni di spettatori delle tv, oppure agli ascoltatori delle radio commerciali. Insomma, il niente. Perché ma investire un solo euro in questa direzione? Se poi si pensa a queste centomila persone rapportate al totale del campione costituito dalla somma di tutti i tifosi delle squadre dei tre gironi della Lega Pro si capisce immediatamente che la cifra rappresenta uno zero virgola per cento. La crescita del progetto non trasmette ottimismo anche per le difficoltà tecniche spesso riscontrate dall’utenza durante la visione del match. In poche parole, i sacrifici ai quali sono chiamati i tifosi non sembrano essere giustificati dalla valenza del progetto. Si spera solo che tutto questo porti un vantaggio economico alle società tramite un riconoscimento economico per “il danno subito”. Infatti, se per la Lega Pro centomila spettatori dei live sono tanti, significa che le società hanno perso tanto in termini di tifosi persi ai botteghini. Per cui si riconosca in modo equo questa “perdita di fatturato”.
Diversamente, si torni al calcio giocato in orari accettabili e in giorni di festa, perché il calcio deve essere una festa e non piegarsi costantemente alle logiche di progetti tesi ad allontanare i tifosi dagli stadi a favore del divano di casa.

Flavio Vergani

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