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Una brutta Pro Patria perde il match casalingo con Il Renate allontanando molte delle residue speranze di salvezza. Una Pro Patria irriconoscibile in campo e non certamente per i volti nuovi del calciomercato visto che il solo Inacio Pià è sceso in campo dall’inizio ( a parte il portiere Zanotti facilmente riconoscibile). Il passo indietro si è notato nell’interpretazione della gara, nella brillantezza atletica e nella costruzione del gioco. In più, Marco Taino ha pensato bene di farsi espellere alla mezz’ora del primo tempo per un fallo frustrazione su Anghileri e da quel momento si è capito che la vittoria sarebbe stata una chimera. Davvero incredibile l’ingenuità del “barba” un giocatore dalla cui esperienza è lecito aspettarsi una diversa gestione caratteriale. Mister Pala aveva previsto tutto alla vigilia del match giustificando gli spettatori che non sarebbero venuti allo stadio in quanto prevedeva una partita brutta. E così è stato, tanto che chi c’era e ha preso una barcata di freddo si è pentito di non aver ascoltato i consigli dell’allenatore. Anche se certamente il suo non è stato un bello spot pubblicitario per la Pro Patria. Già vengono in pochi, se poi li si scoraggia profetizzando uno spettacolo che non varrà il prezzo del biglietto si regala agli assenti una giustificazione in più delle molte che già hanno. La speranza dei coraggiosi che hanno sfidato la grigia serata invernale era di poter comunque gustare  una brutta vittoria. Invece, si sono beccati anche una pessima sconfitta. Lo  stesso mister Pala ha sorpreso quasi tutti gli irriducibili tifosi schierando dal primo minuto Inacio Pià, giocatore che per ammissione dello stesso allenatore ha nelle gambe solo 30 minuti di partita. Si pensava ad un utilizzo part time nel secondo tempo contando sulla stanchezza degli avversari. Invece, ecco l’esordio della punta ex Varese che non ha inciso nell’economia del gioco. Una scelta coraggiosa o forse semplicemente azzardata. Chi invece la punta l’ha avuta in settimana dal mercato è stato mister Colella del Renate che ha tenuto Florian in panchina per poi servirlo nel secondo tempo con la Pro Patria in dieci facendo bingo. Ingresso e goal con tanti saluti a casa. Quello che ci si chiede è se alla Pro Patria manchino solo gli attaccanti o anche chi gli stessi li dovrebbe servire. Filomeno, Marra, Montini, Costa e ora Pià sono chiamati tutti ad un estenuante lavoro di copertura che toglie loro lucidità sotto porta. Anche se, a dire il vero, palloni giocabili non ne arrivano molti , tanto che sembrano tutti di pari valore, ossia tendenti al mediocre. Questo sembra essere il problema di fondo. Non punte scarse che sbagliano montagne di goal, ma punte sempre in movimento ma mai messe alla prova davanti alla porta. Altro elemento di riflessione è il rapporto tra Pisani e mister Pala. Dopo la sostituzione Pisani ha evitato la solita stretta di mano con l’allenatore e ha scalciato le bottiglie imitando l’allenatore del Milan nella gara di Roma di ieri. L’ennesimo segnale che tra i due non corre buon sangue e che di fatto sta incidendo sulle prestazioni del giocatore che appare un lontano parente di quello visto negli anni scorsi. E, siccome il tempo non imbrocchisce i giocatori è chiaro che il ragazzo non ha la giusta serenità per rendere per quello che potrebbe. Per lui le sirene di Venezia potrebbero portarlo con Serafini e Calzi. Da chiedersi se sia opportuno perdere un giocatore che ha sposato il progetto biancoblù lo scorso anno con tanto entusiasmo non per scelta dello stesso,  ma obbligandolo di fatto a cambiare aria. Infine, il brutto episodio che ha visto protagonista il presidente Nitti che dopo essere stato espulso dallo scarsissimo arbitro del match ( tale Sprezzola di Mestre) ha avuto un pesante scambio di battute con un tifoso ( con il quale sembrerebbe esistano dei precedenti) proseguito poi in tribuna con Nitti deciso ad avere un confronto diretto con il tifoso stesso, evitato dagli steward. Insomma, nervi tesi in casa Pro Patria alla vigilia dell’inizio del processo per il calcioscommesse che inizierà domani e che potrebbe ulteriormente impoverire la classifica dei tigrotti. A quel punto si imporrà la riflessione con tema l’opportunità o meno di rinforzare la squadra per tentare una difficilissima rimonta, oppure se pianificare il prossimo campionato di serie D con anticipo.

Flavio Vergani

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