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In un lunedì sera in cui eravamo ancora impegnati a leccarci le ferite per la sconfitta con il Renate, ecco che la tanto temuta (e palesata) spada di Damocle del nuovo scandalo calcio scommesse denominato “Dirty Soccer”, si è abbattuta sulle nostre teste. E la botta è stata più dura del previsto.

Partendo dal presupposto che non mi va né di fare la cronistoria di come si è arrivati fino a qua né di parlare dei responsabili presunti o tali di questa vicenda che ci coinvolge, mi preme qui sottolineare come, a mio parere, questo modo di agire della Federazione sia iniquo portando allo stesso risultato di chi agiva illecitamente, e cioè falsare i campionati.

Che differenza c’è infatti tra questi due modi di fare? Uno è lecito e l’altro no ma il risultato è lo stesso; non è giusto, secondo me, applicare queste sentenze in campionato in corso falsando il cammino che società e squadre stanno affrontando in questa stagione. Già è difficile per le varie proprietà far andare avanti queste squadre dove, per fare quadrare i bilanci, nemmeno i salti da una liana all’altra che faceva Tarzan basterebbero. Senza parlare che magari nuovi protagonisti sono subentrati alla guida delle società, ereditando però i fardelli di cui né loro né i tifosi sono direttamente responsabili.

Prendiamo per esempio la Pro Patria; in classifica abbiamo 7 punti e se la richiesta di 20 punti di penalizzazione sarebbe accolta sprofonderemmo a -13. Avrebbe senso continuare a disputare questo campionato? Certo, come recita il nostro Tigrottino “mai mollare”, ma se parti per scalare il Sacro Monte di Varese e poi il giorno della partenza ti dicono che invece devi conquistare l’Everest, un po’ lo sconforto ti prende. Senza poi contare il danno d’immagine, sportivo (se certi giocatori non volevano venire ora, immaginatevi dopo), economico, storico ecc. Mi viene ancor più da pensare se tanto valeva riammetterci in Lega Pro se poi alla fine i “piani alti” avevano deciso di arrivare fino a questo punto; e anche lì soprassediamo a costi e annessi connessi che la nostra società ha dovuto sostenere per la categoria e dovrebbe continuare ad onorare per continuare questo campionato … mi ripeto, avrebbe senso continuare? Forse sono estremo ma non vedo il senso di proseguire un cammino già segnato … ma dall’altra parte però subentra la voglia di non gettare la spugna e fare vedere sul campo quanto valiamo, soprattutto in termini di dignità, e che niente ci può ammazzare!

Secondo me, se penalizzazione doveva essere sarebbe stato più saggio che essa venisse per tutti applicata nella stagione successiva; così non s’inficiava sul corretto cammino attuale delle squadre, con spostamenti di classifica da vertigini, e si avrebbe dato la possibilità alle società di pianificare il futuro a seconda della “pena”, senza così stravolgimenti lungo la strada.

Riuscirà l’avvocato Di Cintio a fare l’ennesimo miracolo? Noi non possiamo che augurarcelo e appellarci a chi, durante i suoi 33 anni di vita, li ha fatti, anche se in questo caso non deve moltiplicare “i pani e i pesci” ma dimezzarli, se non addirittura “eliminarli”. Se dovesse avvenire ciò bisognerebbe fare una statua al nostro avvocato da mettere fuori dallo Speroni e andare in pellegrinaggio da qualche parte per ringraziare della grazia ricevuta!

Adesso non ci resta che fare come i condannati a morte, e cioè aspettare il giorno della sentenza, sperando magari che arrivi la telefonata che ci risparmi la vita. Che Dio ci aiuti! (E scusate lo sfogo ma sono veramente arrabbiato!)

Supereremo anche questa, perché “NOI SIAMO LA PRO”!

ANDREA D’EMILIO

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