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 Non ci sarà sentenza neppure nella giornata odierna. Troppo il lavoro da svolgere, troppi i documenti da valutare ed essendo iniziata la verifica solo mercoledì scorso, gli stakanovisti del palazzo non ce la faranno.

Forse lunedì, dicono dal quartier generale. Ossia, il 1 febbraio, ultimo giorno di mercato. Per la serie: poi, anche se volessi, non potrei. Vorremmo essere una mosca, anzi una vespa per avere poteri di pungere, per vedere al lavoro questi signori che non sono riusciti a mettersi d’accordo sulla pena finale da scontare dopo mesi e mesi di attesa. Ci piacerebbe vedere come lavorano, quanto lavorano, cosa fanno e cosa si dicono. Ci piacerebbe sapere il motivo per il quale non si rendono conto che sentenziare a mercato praticamente chiuso vuol dire penalizzare due volte. Anzi, vuol dire condannare a prescindere dall’entità della pena. Vuol dire essere responsabili e complici dei destini di una squadra che seppur abbia tagliato i ponti con il passato rischia di vedersi punita per quello che ha fatto e impedita a fare quello che potrebbe fare. Evidentemente, quanto accaduto lo scorso anno con Bassano e Novara non ha insegnato nulla. O, forse, ha insegnato molto. Ossia, che questi signori vogliono riconosciuto il diritto di decidere le sorti di un campionato. Un diritto che sentono acquisito e per il quale non esistono scadenze che tengano. Si è parlato di un possibile ritorno di Giampaolo Calzi e di Matteo Serafini per i quali poi il Venezia ha dichiarato l’incedibilità. Se si volesse insistere con i neroverdi per ottenere i due ex tigrotti su che basi lo si dovrebbe fare? Varrebbe la pena? I giocatori che tipo di garanzie avrebbero non sapendo se stanno per tornare in una squadra potenzialmente in grado di salvarsi, oppure già con i piedi in serie D. Questa è giustizia? O forse è solo vergogna? Togliamo pure il forse, così rimane solo la vergogna.


Flavio Vergani

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