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La richiesta di penalizzazione di venti punti formulata ieri sera è semplicemente vergognosa, scandalosa, offensiva e irrispettosa nei confronti di dirigenti, giocatori e tifosi. Non si discute assolutamente la severità della richiesta, su questo non vogliamo nemmeno soffermarci. Se qualcuno ha sbagliato deve pagare, quello che non è accettabile è la tempistica con la quale queste richieste vengono emanate. Non è accettabile conoscere queste richieste dopo aver giocato mezzo campionato in quanto di fatto si ledono diritti inalienabili di dirigenti, tifosi e giocatori, oltre a mettere a repentaglio la regolarità del campionato.

DIRIGENTI:

Una società che sapesse dall’inizio del campionato la valenza della penalizzazione potrebbe scegliere di investire moltissimo nel calciomercato e tentare la salvezza, oppure decidere di impostare una squadra di giovani a basso costo, rinunciando all’impresa. Dopo metà campionato questo non è possibile. Si sono spesi soldi per l’acquisto di giocatori di valore come Ferri a fine anno scorso, per poi sapere che forse il sacrificio è stato inutile in quanto la penalizzazione diventa di fatto impossibile da annullare. Idem per il discorso attaccante, se la Pro avesse speso per una punta di valore a cosa sarebbe servito?

TIFOSI:

I tifosi sono dei clienti in quanto pagano uno spettacolo. Un abbonato ha scelto di acquistare la possibilità di seguire una squadra che al momento dell’acquisto aveva pari opportunità rispetto alle altre di giocarsi le proprie possibilità di salvezza (o di promozione). Non è accettabile che dopo metà campionato si cambino le carte in tavola e si offra al cliente un prodotto perdente a prescindere dal valore dello stesso. Una squadra con venti punti di penalizzazione a inizio torneo ha un costo diverso da una senza penalizzazione, ma l’abbonato non può scoprire mesi dopo il reale valore di quello che ha acquistato.

GIOCATORI:

Le scelte in sede di mercato di alcuni giocatori di venire a Busto con determinati stimoli professionali che li avrebbero portati a darsi visibilità in caso di salvezza vengono elisi da una decisione che annulla con un colpo di spugna qualsiasi ambizione. Nessuno ama avere sul curriculum una retrocessione, inaccettabile che questa avvenga per decisioni postume. D’accordo che tutti sapevano del rischio, ma non di tali dimensioni.

REGOLARITA’ DEL CAMPIONATO.

In caso di conferma della richiesta di penalizzazione che di fatto condannerebbe alla retrocessione immediata, la società potrebbe cedere tutti i suoi giocatori migliori dando avvio ad una operazione di saving immediata. Potrebbe scegliere di affidarsi a una rosa giovanissima concedendo una immediata vetrina ai migliori per future capitalizzazioni economiche. Perdere tutte le partite non sarebbe un problema, vista la classifica, per cui, giustamente, di guarderebbe ad altro programmando con sei mesi di anticipo la prossima stagione. Una mossa del tutto lecita che però andrebbe a falsare il campionato. E’ vero che la Pro Patria ha sottratto solo sette punti alle avversarie nel girone di andata, ma sono comunque punti. Da qui in poi il rischio che il risultato sul campo diventi un dettaglio è enorme. Anzi, potrebbe essere una sottile forma di protesta, silenziosa ma assolutamente incisiva.
Lo scorso anno a Bassano andarono a dormire con la squadra prima in classifica e pronta per la storica promozione in serie B. Si svegliarono con il Novara davanti a loro a causa della restituzione di alcuni punti di penalizzazione alla società novarese che di fatto li proiettò direttamente in cadetteria. Ci chiediamo se sia ancora accettabile che i lunghi tempi dei palazzi romani possano continuare a incidere sulla regolarità dei campionati in questo modo vergognoso. Nessuno obietta che la Pro Patria debba pagare per le colpe che le verranno eventualmente riconosciute, ma questo doveva avvenire a bocce ferme. Se si protrae fino ad oggi la sentenza è logico attendersi una penalizzazione che di fatto consenta ancora di lottare per l’obiettivo.

Flavio Vergani

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