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Game over sulla stagione bustocca arrivato per mano del solito Lumezzane che da due anni a questa parte spegne le speranze bustocche. Termina un campionato mai iniziato che ha sommato alle dieci sconfitte consecutive l’attesa penalizzazione. Sarebbe servito un mercato di gennaio di altro spessore per avere speranze di salvezza. Invece, non è arrivata nemmeno la punta da tutti invocata. E non si dica che portare a Busto Pesenti sarebbe stata un’impresa impossibile. Sarebbe bastato far seguire alla chiacchierata con mister Pala una telefonata che confermasse la volontà di ingaggio, che però, da quanto ci dicono fonti molto affidabili da Reggio Emilia, non c’è mai stata. Inutile poi prendersela con il calciatore o sostenere che il motivo del non arrivo dell’attaccante è dovuto solo ed esclusivamente ai rifiuti degli stessi di vestire la maglia biancoblù. Si poteva far meglio. Crescono i rimpianti nel vedere fermo l’AlbinoLeffe da due turni senza riuscire a rosicchiargli nessun punto. La “mission impossible” rimane tale se tale rimane la rosa tecnica capace di portare a casa solo 9 punti in 23 partite. Il resto è solo filosofia. La mancanza di doppia cifra in classifica e nello score dei goal fatti è la sintesi di questa stagione dove l’unico che è stato in grado di andare in doppia cifra è stato l’avvocato Di Cintio che ha realizzato ben 13 punti. Molti più di quelli realizzati in campo. Dai venti punti di penalizzazione proposti ai sette ottenuti. Un colpo da maestro che non è servito per dare energia al progetto e tentare l’impresa. Non siamo tra quelli che sabato scorso hanno visto in campo il “sacro furore” tigrotto e ci sorprende un po’ sentire parlare di “giusto atteggiamento” dei giocatori. Nelle tre “partite della vita” (Renate, AlbinoLeffe e Lumezzane) solo con i bergamaschi si è visto, a nostro parere, qualche scampolo di voglia di vincere, il resto è sempre stato un ritmo da valzer lento. Non certamente da rock and ‘roll. Affermare che sabato scorso in campo si è vista la Pro Patria che a noi piace, ossia quella tutto cuore e volontà che infarcisce la gara di corsa, di lotta, di ammonizioni e di crampi per lo sfinimento fisico, ci risulta assai difficile. Anzi, impossibile. Che questa squadra non abbia potenziale offensivo è chiaro al mondo intero, che mister Fiilippini (Lumezzane)affermi che la “Pro Patria attacca in modo disordinato”è invece un modo elegante di dire che la stessa non ha uno schema offensivo di riferimento. Idea che condividiamo al 100%. Gli schemi offensivi? Di due tipi: il primo prevede il rilancio lungo del portiere verso chi per fisico mai potrà prevalere sui granitici difensori centrali avversari. Il secondo prevede di passare la palla ad un difensore che dopo averla scambiata in modo didattico con altri compagni di zona, al primo accenno di pressing avversario, ricorre al solito lancio in avanti con risultati identici al caso uno. Si pensi a quante volte gli esterni (in particolare Taino e Pisani) sono stati serviti sulla corsa per facilitargli il cross. Mai! Gli stessi sono sempre obbligati a saltare un paio d’uomini che li aspettano in zona. Questo, a nostro avviso, significa mancanza di movimenti in grado di smarcare l’uomo in area, ma non solo. Forse la soluzione Zaro centravanti che ha permesso il pareggio con l’AlbinoLeffe poteva essere l’estremo tentativo di far quadrare il cerchio, invece si è preferito rinforzare le fasce laterali con esterni come Douglas. Da capire chi avrebbe potuto sfruttare i cross vista la non esaltante fisicità delle nostre punte.
Futuro: a parte le parole che diranno di voler onorare la maglia, garantire impegno, non mollare e quanto altro si voglia aggiungere per non trasmettere l’idea di svaccamento generale (atteggiamento lodevole ma che con Renate, AlbinoLeffe, Pordenone e Lumezzane ha portato un solo punto) c’è da capire come dare un senso alle prossime gare. Il primo che viene in mente (un po’ a tutti) è di dare spazio a qualche giovane del nostro settore giovanile. Visto che nella rosa delle prima squadra non ci sembra ci siano giovani fenomenali e visto che molti di loro non sono nemmeno di proprietà, male non sarebbe uscire dalla logica di valorizzare chi viene da lontano a favore di chi fa parte delle nostre giovanili. Insomma, invertire il trend seguito fino a questo mercato di gennaio con l’arrivo, per esempio, di Marco Vernocchi (classe 1995)ex Pavia e San Colombano arruolato alla prima squadra non si capisce bene con quale obiettivo. O meglio, forse lo si capisce, ma se il motivo è solo perché è giovane, non diteci che non abbiamo nella nostra Beretti un analogo baldo giovane che possa sedere in panchina ed abbassare l'età media. O sono altri i motivi? Quali? Insomma, dare un tocco di “nostraneità” e non di “estraneità” al progetto visto che c’è l’occasione. Perdere per perdere, retrocedere per retrocedere, non vediamo perché non guardare avanti e iniziare a valutare cosa passa il nostro convento. Visto che i conventi degli altri, a parte i soliti spot pubblicitari dei procuratori per i propri assistiti che ne cantano e decantano le qualità, non ha portato  benefici tangibili.

Flavio Vergani

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