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La gente va allo stadio per veder gonfia la rete nemica , un po' meno per i voli pindarici del portiere avversario teso a scongiurare l'evento negativo. Ovviamente, con i gol, il botteghino ridacchia, con il risultato a reti bianche butta via la cicca con palese disappunto.
Tra le gare terminate con massimo divario tra le contendenti risalta l'eclatante 18 a 0 rifilato dalla Gallaratese alla Caratese il 5 marzo 1942, per la 20^ del campionato di serie C 1941/42. Goleador massimo con 11 reti nell'occasione è, agli atti, Otello Subinaghi, attaccante biancoblù con trascorsi in Cremonese, Roma e Fanfulla.
 
La palma del miglior cannoniere della Pro Patria spetta, però, con 93 reti a Carlo Reguzzoni, seguito da Angelo Turconi con 78 e Matteo Serafini con 75. Nessuno dei tre, in una sola competizione, si è avvicinato alla goleada, mai eguagliata, irripetibile, attribuita al citato Subinaghi. Meglio tra i tigrotti , seppur limitatamente ad una sola gara,spiccano con 5 reti, realizzate tra le mura di casa, Italo Rossi nell'esaltante ed anche a lungo  chiacchierata batosta (6 a 1) rifilata alla Roma il 12 gennaio 1930, nonché Enrico Muzzi, mattatore nella sonante vittoria (5 a 0) sul Parma il 6 gennaio 1963.
 
Rossi, Muzzio sono stati, in epoche diverse, attori con maglia biancoblù, seri, professionali, accomunati al marchio tigrotto, felino dai balzi pericolosi, indice diaria procillosaper chiunque osava avventurarsi  spavaldo in via Ca’ Bianca.
Enrico Muzzio (nella foto) è arrivato a Busto fuori stagione: con Carletto, Lello ed Angiùlen accanto avrebbe fatto sfracelli anche in serie A, peraltro meritatamente guadagnata con la Spal dal 1965 al 1967 (11 reti).
 
Giorgio Giacomelli

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