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L’imbarazzante prestazione di Pordenone ha fatto perdere la pazienza alla tifoseria che sui social hanno chiesto la testa di Mister Pala. Un pensiero condiviso dalla maggioranza, mentre qualche minoranza assolve il mister dando le colpe ai giocatori rei di essere ormai mentalmente in vacanza. Qualcuno chiede l’autogestione tecnica, magari con Ferri e Santana come punti di riferimento per tentare di terminare con onore e dignità questo torneo. Accusa e difesa hanno entrambe motivi per sostenere la propria tesi, vediamo nel dettaglio i contenuti del processo.

Perché mister Pala dovrebbe essere esonerato:
Per i risultati che nel calcio parlano da soli, ma anche per non aver saputo dare alla squadra un gioco offensivo degno di tale nome. Inoltre, i continui campi di modulo tra una partita e l’altra o, addirittura, nella stessa gara, hanno disorientato i giocatori senza alcun beneficio per la causa. Da valutare anche i continui adattamenti dei tigrotti in ruoli per loro non “tailor of made” che hanno inciso sulle prestazione dei singoli. Mister Pala non sembra nemmeno essere stato in grado di gestire lo spogliatoio al meglio visti i continui litigi con Pisani. La percezione che non goda dell’appoggio incondizionato della squadra è forte. Difficilmente il mister si è preso delle colpe, spesso si è giustificato con argomenti ormai triti e ritriti come le assenze. Ma, gira e rigira, non si è mai visto con nessuna formazione scesa in campo un miglioramento della manovra, soprattutto offensiva. Come da lui ammesso il periodo natalizio concesso alla squadra è stato un errore che ha inciso sulla decisiva gara con il Renate. La scelta Pià in campo dall’inizio è accusa grave che la difesa dovrà smontare con forza. L’impressione è che sul punto non sia sufficiente nemmeno l’intervento dell’unica punta di quest’anno: l’avvocato Di Cintio. Ma, non è solo questa la colpa che il pubblico ministero rivolge all’allenatore in quanto anche la gara con l’AlbinoLeffe non è stata vinta. Corretto prendersela con l’arbitro, ma due goal in contropiede gli ha presi la Pro Patria…non l’arbitro

Perché mister Pala dovrebbe dimettersi:
Nei giorni che hanno preceduto il mercato di riparazione il tecnico ha dichiarato ripetutamente che riteneva obbligatorio l’arrivo di quattro giocatori, di cui una prima punta per colmare le lacune tecniche da lui evidenziate. Una “conditio sine qua non” per la sua permanenza alla guida della squadra. Visto che questo non si è avverato, l’opzione dimissioni dovrebbe essere presa in considerazione. Se, come è parso di capire, l’allenatore ha ritenuto senza soluzione i problemi della Pro Patria con l’organico di cui disponeva e dispone, un gesto di coerenza sarebbe quello di farsi da parte per non condividere le scelte societarie che a suo parere dovevano essere diverse. Un gesto coraggioso sempre meno frequente nel calcio, ma che forse occorrerebbe prendere in considerazione in situazioni come l’attuale.

Perché mister Pala dovrebbe rimanere:
Perché la situazione è ormai disperata e qualunque allenatore arrivasse non riuscirebbe ad invertire il trend. Inutile investire altri soldi per un tecnico che dovrebbe solo portare una ventata di motivazioni utili per retrocedere con orgoglio. Sarebbe come regalare ad  moribondo un lifting completo. Certamente, visto che non mancano poche partite alla fine sarebbe necessario un cambio di rotta del mister che sappia motivare la squadra. Diversamente si rischia davvero la Via Crucis.
Esame di coscienza generale
 Il  clima di”volemosi bene” di cui finora hanno beneficiato la coppia Nitti-Pala è stato un credito concesso dalla tifoseria  a Patrizia Testa. Ne hanno beneficiato tutti, anche chi forse non se lo è meritato. Ma, da ieri sembra essere terminato il bonus ( per tutti gli altri). Per cui, ognuno si prenda le proprie responsabilità e decida per il meglio. Oscenità come la gara di ieri non saranno più tollerate. Questa squadra ha fatto nove punti in ventidue giornate. Un record negativo nella storia della Pro Patria. Dire sempre e comunque che la colpa è dell'inizio di stagione e delle assenze è un insulto alla verità. Sono state variabili determinanti, ma dopo mesi di allenamenti e dopo il mercato di riparazione questi discorsi stanno a zero. Non si vince mai e spesso nemmeno si lotta (Renate e Pordenone sono esempi concreti). I giocatori che erano a Busto sono sempre sani ( Pisani, Taino, Zaro, Vernocchi) molti dei nuovi sempre infortunati(Montini, Degeri, Marchiori, Sampietro, Pià (per ammissione del mister ha problema pregresso), Zanotti, Jiday). Un caso? Una coincidenza? Può darsi si , ma può darsi anche no.
Chi non se la sente di lottare fino alla fine faccia un passo indietro. Vale per tutti, giocatori compresi. Soprattutto per quelli che ormai da troppo tempo mancano all’appello, nonostante sembra che il loro rientro sia prossimo. Servono le palle da qui alla fine. Punto. Il resto è solo filosofia. Giusto per essere chiari fino alla fine, la tifoseria ritiene utile e indispensabile la presenza di una sola  persona: Patrizia Testa, una di loro in tutto e per tutto. Per gli altri stima e rispetto se meritati, ma porta aperta a chi non sente i colori tatuati sulla pelle. La maglia è gloriosa e importante come diceva Fulvio Collovati a inizio avventura, ma poi occorre saperla indossare sempre e comunque con passione, orgoglio e dignità. Sfilarsela dopo pochi giorni non testimonia tutto questo  amore e rispetto. Al netto dei motivi per cui è stato fatto, per quelli ci sarà tempo e modo di conoscerli appena chi li sa li vorrà dire. Certo è che da uno come lui ci si aspettava molto di più.
 
Flavio Vergani

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