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Tre allenatori non propriamente top, un bilico di giocatori molti dei quali non adatti alla categoria, mercato di gennaio non pervenuto, se non per giocatori come Marco Vernocchi noto solo in fotografia, il portiere Zanotti, visto una sola volta e quel Guercilena che qualcuno ha avuto il coraggio e la faccia tosta di equipararlo a Insigne. Un giocatore arrivato a Busto rotto (Pià)solo perché fortemente voluto da mister Pala. Un allenatore che nonostante il filotto di sconfitte è stato esonerato da Ferri e Santana e non dalla società. Gestione del settore giovanile da incubo, se fossero vere le voci che sempre più insistentemente circolano nell’ambiente tigrotto. Certa incertezza su chi abbia versato la fidejussione e certa incertezza su altri aspetti finanziari che per taluni non sarebbero ancora svincolati dalla vecchia proprietà. Dobbiamo andare avanti fino ad arrivare ai settanta motivi per i quali i tifosi avrebbero avuto licenza di manifestare la propria insoddisfazione? Settanta motivi pari al settanta percento che la maggioranza possiede quanto a quote, alcune della quali in mano a Fulvio Collovati, vera delusione di questa gestione, che si è eclissato subito dopo il suo arrivo a Busto, non senza aver trovato il tempo di causare danni irreparabili a livello tecnico. Una presenza meteora che ha distrutto ogni stima che la tifoseria aveva nei riguardi dell’ex campione del mondo che sembrerebbe pronto a gettare anima e corpo in una nuova esperienza bustocca, seppur nel settore pallavolistico. Nel passato era bastato molto meno per muovere le folle: ricordate la contestazione a Vender? O a Tesoro? O a Vavassori? Eppure, nessuno di questi arrivò a performance inferiori alle attuali. Qualcuno di loro i campionati li vinse e seppur gli stessi, in altre occasioni, conobbero l’onta della retrocessione, la stessa arrivò dopo aver giocato almeno i play out, senza arrivare a centrare il record negativo della storia della Pro Patria. Eppure, tutti ebbero il loro in fatto di contestazione, anche cruenta, seppur meritata. Al confronto i tre striscioni dedicati al settanta percento della società esposti in una delle ultime gare casalinghe sono acqua tiepida. Perché questo trattamento di riguardo verso una società dalla performance disastrosa? Il motivo è semplice e qui entra in gioco il rispetto verso il trenta percento delle quote societarie in mano a Patrizia Testa. Una minoranza che nulla può incidere sulla gestione societaria, ma che in maniera paradossale è servita come scudo d’acciaio inossidabile per la maggioranza che ha sapientemente usato la popolarità della Testa per agire impunitamente per tutto il campionato. Una sorta di assicurazione “kasko” che ha permesso di far danni senza  pagarne le conseguenze. Una minoranza che non conta nulla a livello di decisione nel board societario, ma che di riflesso ha neutralizzato ogni animosità della tifoseria che ha accettato in silenzio, o quasi, il naufragio della barca bustocca, assistendo dalla riva senza nemmeno chiamare i soccorsi. Il tutto per non colpire Patrizia Testa. Un comportamento ineccepibile sotto il punto di vista del rispetto verso chi potrebbe rappresentare il futuro dei biancoblù, ma certamente poco coerente con le azioni del passato. Insomma, trenta motivi per pazientare, sperando che la minoranza possa entrare in possesso di quel cinquantun percento che garantirebbe di poter decidere e non subire le decisioni. Una scelta coraggiosa della tifoseria bustocca che ha investito sulla minoranza pur sapendo che le azioni societarie fossero in caduta libera. E’ vero che nel passato le società non prevedevano soci di minoranza, per cui le contestazioni colpivano automaticamente il bersaglio grosso mentre quest’ anno ci si è sforzati di essere chirurgici, da chiedersi però se i silenzi assensi rispettosi della minoranza non abbiano rispettato troppo anche la maggioranza, lasciandola agire secondo un copione perdente e umiliante per  i colori biancoblù.

Ora sarebbe il tempo di programmare con anticipo la prossima stagione, ma tutto tace. A parte qualche flash emozionale proprio del periodo elettorale e a parte le solite promesse non mantenute quanto a realizzazione di strutture promesse prima a  Vavassori e ripromesse alla Testa senza che ancora si sia acquistato il nastro bianco e rosso per delimitare il terreno, la realtà è fatta di silenzi. Ai molti si “dice” non fanno seguito notizie ufficiali che possano far capire che futuro attende i tigrotti. Patrizia Testa è fermamente intenzionata a recitare un ruolo da protagonista nella prossima stagione, da capire con chi e con quali obiettivi. Nitti e Collovati nicchiano e seppur abbiano compreso che la loro avventura a Busto sta per svolgere al termine giocano al rialzo per capitalizzare la loro possibile uscita dal club. Ma, non si esclude un rilancio da parte loro e qualcuno ipotizza un coinvolgimento di un importante ex giocatore milanista che potrebbe sbarcare a Busto.
Insomma, ai soliti "si dice" dei quali ne sono piene le fosse, non fanno seguito notizie certe, intanto il tempo passa. Il solito copione che probabilmente porterà all'inizio della prossima stagione tra mille incertezze. Perché sembra essere questa la solita anomala normalità che caratterizza il mondo Pro Patria. Finora ha vinto la minoranza con i suoi trenta motivi per pazientare, seppur ce ne fossero settanta per contestare. Sperando che almeno questa volta il tutto serva per dare un futuro certo ai nostri colori.
Flavio Vergani

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