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Tre fatti in un giorno per tornare alla normalità. Anomala se volete, ma diventata normalità. Patrizia Testa che tuona contro la maggioranza societaria con l’atteso “o io o voi”. La maggioranza che replica a tono minacciando azioni legali. Intanto, l’avvocato Di Cintio mette a segno una quaterna con diminuzione della penalizzazione a soli tre punti. Sarebbe bastata una vittoria con Renate, Lumezzane o Cuneo, e qualche pareggio (mister Pala ne era un esperto) per essere a ridosso dell’AlbinoLeffe, giocandoci la salvezza ai play out. Volere è potere, quando potere è volere. Nel mercato di gennaio non è parsa che la volontà societaria fosse di tentare il tutto per tutto per centrare la salvezza e quel centravanti promesso dalla Reggiana e mai arrivato a Busto rimarrà l’eterno rimpianto. In società molto bolle in pentola e la sensazione che a breve ci saranno novità importanti è quantomai concreta. Le due anime non si sono mai amate, è stato un matrimonio combinato per il bene della Pro Patria che da subito ha creato più di un dissapore. Il divorzio non si è consumato subito e  questo ha permesso il quieto vivere dei parenti ( leggasi tifosi)che hanno accettato tutto e tutti in cambio della speranza di poter applaudire Patrizia Testa sul ponte di comando. Ma, evidentemente, la maggioranza non è dello stesso parere e par di capire che la separazione non sarà consensuale. Anzi, da quel che si percepisce sarà un lotta per gli alimenti. Il campionato dei se e dei ma porta un bilico di rimpianti. Con una punta in più, con un allenatore diverso da subito, con un direttore sportivo vero, con qualche infortunio in meno, si sarebbe potuto centrare l’impresa. Invece, niente di tutto ciò, ma il solito finale di sempre che mette in discussione gli attori del prossimo campionato. Una volta tanto che si sarebbe potuto programmare con anticipo si ripiomba nell’incertezza. Torna persino di moda la signorina fidejussione di vavassoriana memoria che riavvolge il nastro e fa sentire fermi da dove si era partiti. Gli striscioni apparsi domenica allo Speroni non lasciano dubbi, i tifosi fanno il tifo tutti per Patrizia Testa. Se il futuro non la dovesse comprendere il rischio di vivere il prossimo anno in modo esattamente opposto a quello corrente sarebbe altissimo. Se quest’ anno non sono bastate 18 sconfitte in 25 partite per far perdere la pazienza alla piazza, il prossimo anno la situazione potrebbe essere diametralmente opposta nel caso dovesse perdurare una situazione societaria non convincente per i tifosi. Due retrocessioni in due anni bastano e avanzano, toccato il fondo occorre risalire. Chi deciderà di rimanere sappia che il “bonus Testa”è terminato. Da adesso i tifosi pretendono chiarezza e non sarà facile riconquistare la fiducia persa.

Flavio Vergani

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