Header


Sui volti di molti una naturale e spontanea soddisfazione per aver “tenuto testa” alla corazzata grigia. Nonostante l’ennesima sconfitta, nonostante l’ultimo posto in classifica, nonostante tutto e tutti. Dall’altra parte, in casa piemontese, contestazione per la vittoria, anzi per il modo con la quale è stata ottenuta. Loro non hanno problemi di punte: Fischnaller, Bocalon in panchina, Iocolano in campo e con loro un certo signor Lovisio e neppure di risultati vista la storica impresa in Coppa Italia che li ha portati fino al Meazza. Quando mancano i soldi per la carne si apprezza anche la zuppa, ma certamente a Busto la carestia dura da troppo tempo. Si gioisce per la prestazione, per l’impegno e per aver sfiorato l’impresa, che sarebbe stato un pareggio, sia ben chiaro. Giusto dare merito ai ragazzi e a questo allenatore che ha usato parole senza spigoli per i suoi ragazzi. Montini? E’ bravissimo, ma al 60 % di condizione. Jiday? Prestazione da sette. Insomma, un nuovo corso che prevede il garbo al posto dei molti “Porco Giuda”, il merito ai ragazzi al posto dei molti “che ci posso fare se sono scarsi”. La truppa ha gradito e a contraccambiato con una prestazione convincente i più, seppur ancora perdente. Il capitano ha detto di prendersela con lui piuttosto che con i ragazzi, da capire che cosa rivendicano i ragazzi e dove e quando si sarebbero sentiti attaccati. Dopo la contestazione ai grigi avvenuta ieri, forse le presunte vittime dovrebbero sentirsi dei privilegiati. Se fossero giocatori dell’Alessandria starebbero molto peggio. Suvvia, ogni tanto qualche parola può scappare a chiunque, ma non è la fine del mondo. Per i tifosi di lungo corso dover esultare per una sconfitta ed applaudire la prestazione diventa una tortura. Quando si gioca male si perde, quando si gioca meglio si perde ancora. Il capitano ha ragione nel dire che “tanto la gente non ci crede”, ma è difficile credere anche ad una vittoria in ventisette partite. E poi, la contestazione era ed è indirizzata a chi ieri si è perso la bella prestazione tigrotta in quanto impegnato in altra sede (televisiva) e non certamente a giocatori o alla parte passionale del board. Insomma, voto in comportamento per i tifosi diremmo “dieci”. Soddisfazioni zero compresa la partita che avrebbe dovuto essere la “madre di tutte le partite”, quella di Reggio che andrà  in scena mercoledì prossimo in notturna. Reggio orfano di Vavassori è come un matrimonio senza vino per cui meglio evitare l’invito. In poche parole, un campionato che non ne vuole sapere quanto a soddisfazioni. Sempre e solo amarezze. Non riusciamo a consolarci con le belle prestazioni perdenti, vorremmo poter vincere ogni tanto, magari giocando la peggior partita della stagione ( e non sarà semplice peggiorarne alcune rimaste nella storia) ma portando a casa questi maledetti tre punti.
Le pagelle dei tigrotti sono spesso tutte positive e sopra la sufficienza, ormai da troppo tempo. Da capire il motivo per cui, nonostante questo, l’intera classe sia stata rimandata. Anzi, bocciata.
tempo. Da capire il motivo per cui, nonostante questo, l’intera classe sia stata rimandata. Anzi, bocciata. Forse che le insufficienze risiedano tra le cattedre e non nei banchi? In tal caso, bisognerebbe dar la pagella anche ai professori e avere il coraggio di osare .


Flavio Vergani

 

0 commenti: