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La Pro Patria perde per uno a zero con l'Alessandria. Dove sta la novità? C'è ed è anche grande.
La Pro Patria gioca e l'Alessandria vince. Chi l'avrebbe mai detto che contro la corazzata piemontese fosse la Pro Patria a brillare? Misteri del calcio? No, conseguenze della realtà. Non si inventa niente basta sentire le dichiarazioni del mister e di capitan Feri per rendersene conto. Il mister: "adesso abbiamo una identità", il capitano:" vedo uno schema di gioco, semplice ma esiste". Tradotto: prima non c'era. Lo avevamo capito persino noi, giornalisti di strada. E' iniziato, anzi prosegue il tempo dei rimpianti. Non quello delle preparazione ritardata, ma quello di aver tenuto un allenatore, anzi due, per troppo tempo giustificandoli sempre e comunque, persino quando le hanno combinate grosse.
Adesso la squadra ha una identità, ci fa piacere saperlo, ma il campionato è terminato.
Paradosso, se da qui alla fine dovessero arrivare i risultati i rimpianti sarebbero devastanti.
Oggi chi ha giocato si è impegnato, questa volta davvero si può essere rammaricati con la sorte o semplicemente per un fenomeno che l'Alessandria ha in porta (Vannucchi classe 1995) che ha fatto miracoli sui tiri di Santana e Coppola. Oggi si che questi discorsi hanno un senso, non prima, quando servivano solo per giustificare quello che (non) si faceva in settimana. Troppo tardi, ma come sempre detto il tempo è galantuomo e alla fine forse si capirà quello che tutti hanno capito, ma qualcuno continua a non voler ammettere.
Alessandria pesantemente contestata a fine gara dei proprio tifosi, nonostante i quarti di finale con il Milan in Coppa Italia, nonostante il quarto posto e nonostante Iocolano, Fischnaller, Marconi, Bocalon.
Dov'è quel tipo che diceva che a Busto i tifosi sono brontoloni? Avercene di brontoloni del genere.
Trecentodiciotto paganti si sono contati oggi. Tanti o pochi? Tanti. Vediamo di non perdere anche questi.
Flavio Vergani

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