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Il gioco del calcio arrivò sul finire dell’800 a Torino, grazie all’iniziativa di industriali svizzeri ed inglesi. Nel 1887 nacque la squadra di calcio Torino Football & Cricket Club, nel 1889 il club i Nobili Torino. Le due società si unirono nel 1891, prese corpo il sodalizio denominato Internazionale Torino.
Nel 1894 venne fondato il Football Club Torinese, seguito nel 1897 dalla sezione calcistica della Ginnastica Torino. Le società Torinesi citate ed il Genoa, nell’ambito dei festeggiamenti per i cinquant’anni dello Statuto Albertino, disputarono l'8 maggio 1898 al Velodromo Umberto I di Torino il 1° Campionato di calcio Italiano. Lo vinse il Genoa.
 
Torino sabauda, capitale anche del calcio italiano. Ai primi di giugno 1859 fecero apparizione a Busto i militi della Guardia Nazionale (i piemuntàis), addobbati con giubbotti a righe turchine. Non incutevano paura e nemmeno rispetto. Furono accolti dalla popolazione con aria di scherno ed  insofferenza.
 
Crespi Pasquale, detto Bill, dotato di squisite capacità ad ogni mala azione, profferì minacce, insulti nei confronti dei piemuntàis: Bill non venne nemmeno fermato. I patrioti bustesi, definiti trapananti, esprimevano incontenibile passione per Garibaldi, avversione totale per il regime monarchico. I calciatori biancoblù della Pro Patria et Libertate, allorché negli anni venti e trenta, si recavano oltre il Ticino per affrontare le agguerrite compagini piemontesi, impattavano, di norma, avversari ostici, speciosamente battaglieri, secondo lo spirito promulgato da Casa Savoia che desiderava giovani soldati aitanti, pronti a combattere per la nazione.
 
La partita di calcio giocata a Vercelli il 2 maggio 1926 tra Vercellesi Erranti e Pro Patria et Libertate terminò a favore dei biciolani per 4 a 3, con rilievi negativi dei dirigenti bustesi nei confronti dell’arbitro Maina di Torino, reo di aver consentito, sin dall'inizio, la caccia all’uomo praticata dai bianco-verdi locali nei confronti degli ospiti.
Al 10’ il biancoblù Giani subì una ferita lacero contusa appena sopra l’occhio sinistro.
Dolorante, rimase stoicamente in campo, purtroppo con rendimento quasi nullo. Quasi al termine del 1° tempo toccò al biancoblù Mario Crosta abbandonare definitivamente il campo a seguito di proditorio calcione rifilatogli negli stinchi.
I bustesi al seguito non rilevarono appunti negativi dell’arbitro nei confronti dei recidivi biciolani, bensì espulsioni nella ripresa nei confronti dei biancoblù Porta e Kutik. Decimata, mai doma la Pro Patria subì la quarta rete a pochi minuti dalla fine. Rimase in 1^ divisione (3° posto), i Vercellesi Erranti, ultimi, furono retrocessi nella divisione inferiore. Secondo Carlo Azimonti, ùl pà Carleù, il risotto da muì pù necessitava di soffritto, riso della Baraggia, brodo di biancostato con aggiunta di sedano, carota e cipolla, burro, formaggio grana, tempo necessario e massima attenzione nella mantecazione, particolari attenzioni, ahimè smarrite nel tempo.
 
Giorgio Giacomelli

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