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Consigliamo il silenzio stampa per evitare l’imbarazzo ai nostri giocatori quando intervistati nei dopo partita.

Abbiamo vissuto il disagio di La Gorga quando il giornalista locale gli ha chiesto “ oggi,che cosa non ha funzionato?”. Finite le giustificazioni dell’inizio ritardato, dei molti infortuni, degli arbitri incapaci e degli allenatori che non allenano, o allenano male, il nostro portierone si è trovato a disagio e per non rispondere che “siamo scarsi, ormai lo sanno anche i sassi”, e ha dovuto effettuare la miglior parata della giornata sussurrando che “eravamo stanchi, due giorni sono pochi per recuperare”. Un esercizio avvilente e umiliante in complicità con un cronista che ha fatto la domanda del secolo, un genio della comunicazione. Cosa vuoi che non abbia funzionato "oggi" in una squadra che perde venti partite su ventotto? Piuttosto si chieda cosa non ha funzionato nella Reggiana visti i risultati ottenuti ben diversi da quelli preventivati.

La seconda domanda fatta al nostro portiere deve convincere al silenzio stampa immediato,viene chiesto “che cosa farete adesso?”. La miglior risposta sarebbe stata che non ne possiamo più di andare al mare, lontani da questo supplizio, ma il bravo Cosimo ha sfoggiato anche qui un rilancio da campione dicendo che" andremo avanti a lottare e a fare bene ( sigh?)fino a fine campionato per noi giocatori e per la piazza che si merita soddisfazioni". A dir la verità la piazza anche se le vinceste tutte da qui a fine campionato non saprebbe cosa farsene di vittorie inutili a fini della classifica finale. La piazza avrebbe gradito che quando serviva esonerare gli allenatori venisse fatto, che quando sarebbe stato possibile rinforzare la squadra lo si avesse fatto, che quando sono arrivati a Busto personaggi noti in cerca di autore li si fossero cacciati via a calci nel culo.

Invece? Invece si è inseguita la salvezza nei tribunali e fatto credere che le punte non gradivano la destinazione Busto Arsizio. Palle! Per cui, evitiamo altri equilibrismi e diciamocela francamente, è stato un disastro dal primo all’ultimo giorno e il record negativo di tutti i tempi non può essere ulteriormente giustificato.

Retrocediamo con pieno merito e avere il coraggio di ammetterlo senza scusanti può e deve essere il solo modo per essere comunque orgogliosi di questi colori che anche nella sconfitta non si piegano a scusanti che spesso fanno ridere. O piangere, a vostra scelta. Se non si avesse questo coraggio, meglio il silenzio.
Vincere una partita su ventotto inchioda a responsabilità tecniche schiaccianti, questa squadra, tolti i soliti tre giocatori di altra categoria, è largamente insufficiente, al di là delle pagelle (comprese le nostre) che spesso  premiano  (per amore))eccessivamente i protagonisti di questa disfatta.

Flavio Vergani

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