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Nel dicembre 1931 la Pro Patria et Libertate USB disputa il quinto campionato nella massima serie calcistica.
Pochi giorni prima di Natale è di scena al “Comunale” di Busto il Bologna, tra le cui file è schierato l'ex tigrotto Reguzzoni, osannato beniamino della mitica curva Andrea Costa, cuore indiscusso della tifoseria rossoblu.
Ѐ 2 a 0 secco, indiscutibile per gli ospiti con reti di Baldi e Schiavio, nonostante l'eccellente prestazione dell'intera difesa biancoblu, coordinata dall'inappuntabile Alfredo Monza, cugino fraterno di Reguzzoni.
 
Ospite d’onore in Tribuna centrale, allora in legno, è Sua Altezza Reale Adalberto Duca di Bergamo. Autorità, imprenditori locali riservano  calorosa accoglienza all'esponente di Casa Savoia, omaggiato da distintivo in oro massiccio raffigurante la gloriosa Pro Patria et Libertate compendiato da corposa pergamena commemorativa.
Busto Arsizio, con meno di cinquantamila abitanti e trecento aziende tessili-cotoniere, è amministrata da  saggi imprenditori consapevoli che l'approvvigionamento di cotone sui mercati esteri necessita di cospicue agevolazioni e facilitazioni finanziarie gestite dal potere centrale romano, in mano ai piemontesi.
La Pro Patria termina la stagione calcistica al 10° posto, i pezzotti non perdono un colpo. Busto Arsizio diventa Grande espandendosi ad est dopo lo spostamento del sedime della ferrovia Mediterranea, abbellendosi in centro con moderni palazzi, nuove vie ed anche la costruzione di una piscina atta ad ospitare olimpioniche competizioni di nuoto.
Pro Patria et Libertate, faccia bela del “made in Busto“?
 
Giorgio Giacomelli

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