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L'escalation di colpe è chiara: Patrizia Testa non ha colpe in quanto socia di minoranza, Collovati e Nitti hanno molte colpe, ma non tutte, visto che hanno ereditato da Vavassori una società da ricostruire. Vavassori ha colpe, ma non tutte, in quanto è stato costretto ad andarsene da Busto per colpa del Pro Patria club che lo ha contestato, della Prealpina che lo ha osteggiato e del Comune che non lo ha accontentato nelle sue richieste.
Questa è l'aggregato di quanto letto nella giornata di ieri su diversi canali di comunicazione che trattano di Pro Patria. Le fonti sono riferibili a tifosi, qualcuno dei quali si pregia ancora di un titolo di riferimento presidenziale, anche se il club di riferimento sembra più virtuale che reale, in quanto non si capisce bene se esiste sempre, o solo quando si tratta di certificare un parere. A meno che a Busto, dove l'acqua va all'insù, basta ricoprire una carica per qualche tempo per acquisirne il vitalizio. Un po' come al Parlamento, dove ci si guadagna la pensione per sempre  dopo essere stati in carica solo per qualche mese. Se così fosse, il nostro amico Aldo Bottigelli avrebbe ancora il diritto di parlare come presidente del Cuore Biancoblù. Detto questo, crediamo che la realtà vada fotografata in modo oggettivo, senza farsi trasportare dalla soggettività. Magari, evitando di arrampicarsi sui vetri,nel tentativo di far ricadere quanto è accaduto domenica sera su quanto accaduto tre anni fa.
Vavassori ha vinto un campionato e si è salvato con 13 punti di penalizzazione e poi è retrocesso. Qui si è retrocessi con soli tre punti di penalizzazione. Con lui si sono visti giocatori e allenatori veri, anche nell'anno della retrocessione. Oggi ci sono cinque giocatori veri, il resto sono comparse.
Per cui sul campo non c'è storia. Punto.
Vavassori, come documentato dal bilancio qui pubblicato tempo fa ha messo circa un milione di euro a stagione, Nitti e soci, seppur in mancanza di bilancio certificato, danno l'idea ( e non solo l'idea)di non aver fatto altrettanto. Per cui, anche qui, la partita non ha storia. Punto Per cui, giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. Ma, giusto anche non dargli quello che non è suo e far presente che lo stesso Vavassori ha trasferito un ramo di azienda a Reggio Emilia portandosi via il valore delle prima squadra e del settore giovanile. Questo è un fatto grave, non un dettaglio.
Giusto dire che ha affidato in maniera incauta la gestione della società a Ulizio con le conseguenze che tutti conosciamo. Questo non è un dettaglio, è colpa grave.
I fatti di domenica sera vengono da lontano? Colpa del Pro Patria Club, del Comune e della Prealpina? Rispettiamo la libertà di opinione, ma anche la
libertà di dissentire. Sta di fatto che quest' anno il Pro Patria club non ha mosso dito contro questa proprietà e la stessa è riuscita a far peggio di Vavassori. La Prealpina non ha mosso dito contro la proprietà attuale e la situazione è peggio di prima. Vavassori ha sempre dichiarato di voler bene alla Pro Patria per cui avrebbe dato la società solo a persone che l'avrebbero potuta gestire al meglio. Ci è riuscito al 30 %. Colpa del Pro Patria Club? Sarebbe il caso di evitare la dietrologia e guardare al presente. Chi ha scelto di acquisire questa società ne risponde direttamente di quel che combina. Far cadere la colpa sempre e comunque sui soliti è esercizio stucchevole che sta veramente stancando. Anche perché, questi gruppi di tifosi, o presunti tali, che pontificano facendo filosofia spiccia che posizione hanno nei riguardi dell'attuale società? Mai visto uno striscione firmato contro e neppure a favore. Uscire allo scoperto come le lucertole a primavera, dopo il letargo invernale, sembra esercizio troppo comodo per essere seriamente presi in considerazione.
Flavio Vergani

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