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E’ stato come rivedere un vecchio amico che non incontravi da molto tempo. Amici che ti ricordano momenti felici, giornate indimenticabili, sensazioni forti. Colori e sapori unici che vanno dritti al cuore. In un attimo si decolla verso il passato, vivendo antichi ricordi. 
Chi è nelle foto si riconosce e rivive esattamente le stesse sensazioni, ricordandosi persino il profumo dell’aria. Gli altri vivono nell’immaginazione reale dell'attimo, ricordandosi persino come erano vestiti.
E’ stato del tutto sorprendente, perché nessuno se lo aspettava. Tutti pronti alle solite pagine tristi,  con la lista degli infortunati, il rosario delle giustificazioni, la preoccupazione per il futuro.
Invece, Toia e Inguscio, sulla Provincia di ieri, hanno spiazzato, piazzando il carico da novanta per le nostre coscienze intorpidite.
Chi non ha avuto i brividi nel vedere Dall’Acqua con il mano un mitragliatore virtuale dopo aver impallinato il Novara? O, chi non ha avvertito una emozione forte nel vedere lo Speroni assediato dai tifosi genoani, ma il colore della festa era il biancoblù?
E’ piaciuto lo sbilanciamento numerico di foto a favore della storia recente rispetto a quella passata. Nonostante le vere imprese, ossia quelle della serie B e serie A, risalgano al tempo remoto. Scelta corretta per far capire che la Pro Patria solo qualche tempo fa, non secoli fa, respirava e faceva respirare. E non c’erano fenomeni in campo o dietro le scrivanie. C’erano persone attaccate alla maglia, non ai soldi.
Gente disposta anche a rimetterci per la passione che non farà mai rima con business. Certamente quelle foto e quei momenti hanno rivalutato chi ai tempi era in campo e dietro le scrivanie. Spesso, non si è mai contenti sperando che il prossimo sia meglio del precedente. Con risultati che tutti abbiamo visto. Certamente, l’accontentarsi non fa parte dell’animo umano, ma ultimamente non è andata così bene. E’ anche vero che quelle foto hanno una negativo, uguale e contrario. Promozioni abbinate e retrocessioni, senza eccezione per nessuno. Ma, si soffriva diversamente. Oggi, la sofferenza è stata sostituita dall’indifferenza e questo è il principio della fine.
Bene hanno fatto Toia e Inguscio a provocare le coscienze, la Pro Patria vive e respira e quelle foto sono la radiografia di un malato grave, ma non morto. Chi lo ha a cuore corra al capezzale per salvarlo.
Una dottoressa c’è, si chiama Patrizia Testa, le ha già fatto trasfusioni di “Ferro” a suo tempo, ma non è bastato. Occorre darle una mano. Servono altri primari, o forse medici di famiglia, visto come è finita con i campioni del mondo. 
Il nostro Belosio è stanco di fotografie in bianco e nero, le vuole in bianco e blù. Il presidentissimo Centenaro ha messo la firma sull’inserto speciale. Chi lo avrebbe fatto in questo momento? Accostare il proprio brand alla pluriretrocessa Pro Patria è azione criminale per i dotti del marketing. Ma, al cuore non si comanda e Roberto ha messo mano al portafogllio per dare l’esempio e contribuire a regalare al popolo biancoblù una giornata di gioia inattesa.
Prima che il respiro si trasformi in rantolo, serve trovare i medici. Chi vuole bene veramente alla Pro Patria non può non essere stato colpito dalla galleria fotografica e non ha scuse per tirarsi indietro. I tifosi sono ricchi, ricchissimi di passione e pronti a svuotarsi le tasche, per quel che possono, per sostenere le spese mediche. Chi è anche ricco finanziariamente, o forse solo in grado di dare una mano, si senta chiamato in causa. Non possiamo togliere ai nostri figli o nipoti la possibilità di comperare la Provincia tra dieci anni senza che compaiano foto di analoga incisività.
La Pro Patria è una preziosa eredità che ci è stata regalata e che non possiamo non lasciare a chi verrà dopo di noi. Ne saremmo chiamati a rispondere, se così non avvenisse.
Ieri è stata messa in vetrina la vera Pro Patria, non il clone creato da qualcuno che nulla ha a che vedere con l’originale. Qualcuno entri in negozio e chieda di voler almeno vedere, toccare, palpare, l’anima di questo squadra. Della nostra squadra. Poi, non avrà dubbi nel dare una mano a Patrizia Testa. Una di quelle che non confonde la passione con il business. Oggi non è semplice trovare persone con questa qualità. Non lasciatela sola, per concepire una nuova vita da sempre servono due persone. Le coppie di fatto possono solo adottare, ma la Pro Patria non sarà mai orfana.
Flavio Vergani

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