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Per la 9^ del campionato misto B/C 1945/46 (16 dicembre 1945) la Pro Patria ospita al Comunale il Mantova, arrivato a Busto convinto ed oltremodo ben attrezzato di far posta piena.
 
Nei fatti, calcio giocato ben poco, lotta accidiosa per entrambe le contendenti, altresì condotta cervellotica dell'arbitro Bergomi, sanzionata da un sonoro sganassone sul viso propinatogli dall'attaccante virgiliano Banfi e repentina espulsione dello stesso. Ad onor del vero, in casa biancoblù, ad eccezione di Visco, Molina e Cavigioli, randellano di brutto con palma per Turconi e Borra, non da meno Marelli. Crespi ed Ivaldi, lesti a lasciar tracce dei propri tacchetti non solamente sulla palla rotonda.
 
Peppino Molina, con tocco magistrale, guadagna i due punti, il mastodontico centravanti biancoblù Silvio Gallazzi, con tremenda staffilata, pone in serio pericolo la stabilità della traversa della porta difesa dal portiere virgiliano Morselli.
Gli spettatori si avvicinano alle 5.000 presenze, attenti ad un finale di gara al calor bianco, proseguito nel dopo partita, da vigliacca aggressione perpetrata da alcuni irresponsabili scalmanati bustesi ai giocatori del Mantova in procinto di recarsi alla vicina stazione delle Fs, prontamente bollata da Adamo Cocco sul “Corriere Prealpino” del 18/12/1945 “infamante al buon nome di tutta Busto sportiva”.
 
Mancano due giornate al termine del peggior campionato disputato dal 1912 dalla compagine che indossa la maglia biancoblù, culminato con la 16^ retrocessione, frutto di incapacità ed anche inesperienza della tolda di comando.
Per prendere il largo non bastano patente appropriata, serbatoio colmo, carte nautiche, occorre conoscere i fondali del mare e sopratutto capire da che parte tira il vento. Può capitare che invece di attraccare ai lidi della Corsica, ben visibili dai litoranei tirrenici, puoi sbattere sugli impervi scogli di qualche isolotto, in tempi recenti assai poco accogliente.
Peraltro accade che il “Capitano” di lungo corso Aldo Spinelli, con trascorsi calcistici di notevole prestigio a livello europeo, stia mestamente remando alla testa dell'intero equipaggio amaranto verso la mal gradita Lega Pro, dopo aver cacciato, ripreso, sostituito più di un allenatore nel corso della stagione corrente.
A Ferrara, dirigenti animati da salutare e professionale rimbocco di maniche in ossequio alle imprese calcistiche riconducibili a patròn Mazza, hanno riportato la Spal in serie B e 9.000 spettatori osannanti le prestazioni della compagine biancoceleste.
 
Attorno a “Busti Grandi”, gravitano da tempo nel giro di meno di 20 chilometri oculati operatori che da tempo gestiscono squadre assemblate in ossequio ad approfondite cognizioni calcistiche avvalorate da non breve specifica militanza.
Basta accostarli, quanto meno emularli per prendere la giusta via, riportare la Pro Patria al rango dei Tigrotti, amanti delle triglie indigeste.
 
Giorgio Giacomelli

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