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Così si presentava il settore distinti a inizio partita. Praticamente vuoto! I tifosi sono sempre meno e non è colpa dell'orario. La Pro Patria è sempre più sola, persino la dirigenza era assente. Sono rimasti i soliti tifosi, o forse nemmeno quelli, visto che mai si era letta la scritta "Pro Patria" disegnata sui gradoni. Fa davvero male vedere come sia stata distrutta la passione dei bustocchi e come sia stata disonorata la nostra maglia. Qualcuno continua a mostrare ottimismo parlando di ripescaggio. Non basta il ripescaggio di quest'anno che ci ha rifilato un campionato da dimenticare ?Vogliamo ancora farci del male?
Per fare calcio in Lega Pro occorre mettere i soldi e non solamente vivacchiare con i contributi federali. Occorrono giocatori veri e non mezze scommesse(perse). Occorre un direttore sportivo e non consulenze di chi nella vita dirige tutt'altro che una squadra di calcio. Occorre un allenatore con regolare licenza d'uso e non soci, amici o conoscenti prestati alla professione.
Occorre potersi permettere qualche ritiro pre partita, magari senza pullman sponsorizzato, evitando di far credere che non serve solo perché non ce lo si può permettere. Il professionismo ha le sue regole che non fanno rima con improvvisazione.
Occorre disporre di una fidejussione, possibilmente propria, non di altri. Occorre disciplina in campo, ma anche fuori, a partire dal ristorante dove ci dovrebbero essere delle regole precise e non un clima da gita scolastica.
Occorre disporre di uno staff competente formato da professionisti del settore. Insomma, occorrono molte cose che non ci sono, per cui meglio lasciar perdere e farsi un bagno di dilettantismo, visto che sembra che in tale campo si eccelle da tempo. Inutile pensare insistentemente che basti mandare via Nitti e Collovati affidando a Patrizia Testa il compito di sbrigarsela. La serie D richiede investimenti, anzi, costi (che sono diversi dagli investimenti)e non c'è scritto da nessuna parte che sia lei, o solo lei, a doversi svenare per tenere viva la Pro Patria. Mandare via la dirigenza è ormai una consuetudine a Busto, quello che manca è l'arrivo di una dirigenza stile Giana o Renate. Gorgonzola e Renate bagnano il naso a Busto, all'opulenta Busto, vincendo con la gloriosa Pro Patria. Che umiliazione! Non si venga a dire che in queste città esistano i fenomeni. Trattasi solo di innamorarsi di questa squadra e darle un futuro con gente del posto. La recente storia parla di come va a finire con chi non è del territorio. Filotto di retrocessioni, seppur alcune evitate con soluzioni extracalcistiche.
Lo stadio è vuoto, o quasi. Occorre ripartire da zero. Senza campioni del mondo, senza opinionisti, senza direttori del traffico, ma con una direttore sportivo vero e una dirigenza appassionata. Non c'è futuro per chi ci ha portati qui, per cui si accelleri l'uscita di scena. Le quote sono in vendita? Forse, sarebbe meglio regalarle visto il disastro causato. Portatevi via quello che volete, ma per favore, fate in fretta.
Flavio Vergani

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